Estate, tempo di…

Potrei anche chiudere qui la frase: Estate=tempo.

Negli ultimi giorni ho avuto finalmente il tempo di giocare un po’ con una cella di Peltier. Avevo acquistato il componente in inverno, in modo da preparare un minifrigo per l’estate. Il tempo è tiranno e solo negli ultimi due giorni ci ho messo le mani.

Premessa. Da qualche tempo utilizzo, per bere, una borraccia in alluminio della Scout Tech, in modo da non avere sempre tra i piedi le bottiglie di plastica. L’idea che mi è venuta è questa: se appoggio la borraccia sulla cella di Peltier, riesco a mantenere l’acqua fresca durante tutto il periodo lavorativo.

Mi sono messo all’opera, con una cella da 60W (se ricordo bene). L’ho installata su un dissipatore e ho dato tensione.

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Il lato freddo è correttamente freddo ma quello caldo arde! Sono quindi nati tre giorni di prove alla ricerca del dissipatore migliore (recuperato poi in un armadio di ciarpame), dell’alimentare migliore (ex-pc del 2003) e di qualche ventola per raffreddare il dissipatore (ex alimentatore).

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Ne è nato un “accrocco” davvero inguardabile ma perfettamente funzionante. Adesso voglio però migliorare alcuni aspetti: Dissipatore più grade, alimentatore migliore e cella più potente. il tutto spendendo il giusto (20 euro).

Buon divertimento!

EXPO 2015

Un brevissimo resoconto della mia esperienza EXPO2015.

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Per chi viene da un paese vestito da città l’arrivo ad EXPO è già fonte di emozioni. Le dimensioni sono fuori scala. Abituati al grande supermercato con 32 casse, avere davanti agli occhi più di 50 gate di ingresso è già scioccante. Dopo i controlli di sicurezza si arriva al “decumano”, la via principale della fiera. Lunghissima, non si vede la fine. Larghissima che ci vuole tempo per attraversarla. E tutto intorno i padiglioni tematici e delle varie nazioni. Immensi, curatissimi nei dettagli maniacali, con delle soluzioni davvero avveneristiche per il design o l’ingegneria.

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I percorsi tematici sono davvero interessanti. In particolare mi ha colpito quello relativo al “riso”. Si parla di riso attraversando i paesi che ne sono maggiori produttori a livello mondiale, potendo annuasare i profumi della loro cucina, ammiare la produzione del loro artigianato o rimanere basiti di fronte alla loro musica e danza tradizionale. Intanto cartelloni tematici, video ed opuscoli ricordano che EXPO non è una sagra. E’ un percorso culturale, di formazione personale, di crescita e come tale andrebbe affrontato. Peccato che non sia sempre così. Le informazioni scientifiche ed economiche ci sono, ma spesso sono stato distratto dalla architettura e da aspetti più facilmente fruibili di un poster. Colpa della stanchezza, del clima di festa e della gola.

Davvero è una bella impressione vedere tante persone di etnie diverse in uno spazio così piccolo (rispetto alla superficie terrestre), e potere viaggiare come saltimanchi impazziti da un continente all’altro, da una informazione alla successiva ed apprendere che in Iran si producono tantissime spezie e the (e ci sono bevande buonissime), che in Qatar si importa il 94% del cibo, ma si sta lavorando moltissimo per migliorare la tecnologia agrolimentare. O che in Cina ci sono delle tradizioni antichissime anche rispetto alla storia europea (coltivazione del riso o del the). O anche che in Laos preparano delle insalate piccantissime (ho pianto per quasi 5 minuti) ed i piatti principali (così come in Vietnam) sono a base di RISO!

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Si rimane colpiti di fronte alla magnificenza di alcuni padiglioni: quello Israeliano con le coltivazioni a “parete”, quello Tedesco che ha un design davvero imperdibile, quello Brasiliano che consente di volare sulla foresta e sulle teste delle persone (donne con le gonne, attenzione, da sotto lo “spettacolo” è garantito!). La fortuna è stata anche quella di trovare le celebrazioni della comunità Giapponese, con tanto di sfilate, dimostrazioni e tanto folklore.

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Molto suggestivo il campo di spighe di grano allo stand Cinese. Vale la visita!

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L’albero della vita è immenso, bellissimo. Tutto ha un fascino molto magico ma induce anche a qualche riflessione. Quanto è costato tutto questo? Che fine faranno i praticelli ebosi e le strutture una volta finito tutto? Il padiglione del  Giappone o quello del Marocco saranno smontati e portati via? O rimarranno ad imperitura memoria di soldi che dovevano essere spesi meglio?

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Andateci, ma non riempitevi solo la panza (i prezzi non sono popolari, l’acqua in bottiglia si paga anche 2 euro, ma si sono i distributori gratis!), ma anche gli occhi. Stringete le mani alle persone, parlateci, leggete i poster ed i disegni dei bambini. Quella è la vera ricchezza dell’EXPO: le persone!

 

Applausi per (alice)fibra?

AGGIORNATO (vedi in basso)

Tutto inizia nel 2015, quando cedo all’offerta Telecom Italia per installare Alice Fibra. Arriva il tenico a casa, competente, cordiale e installa tutto. Provo la connessione, funziona a meraviglia. Faccio spazio nello studio rimuovendo l’AP, il vecchio router e confido nelle potenzialità del nuovo apparato Telecom.

Con qualche difficoltà configuro la connettività Wireless. Assegnare due SSID diversi è un po’ macchinoso ma, alla fine, ci riesco. Noto che il router funziona anche da media server, posso collegare un dispositivo esterno per fare lo “streaming” dei contenuti multimediali sulla rete. Fantastico, prendo il mio HD con qualche film dentro, lo collego e… nulla. Non funziona. Allora prendo una chiavetta. Nulla. Morale, non sono mai riuscito a fare funzionare il media server.

Configuro la rete cablata, per quanto la Wireless possa funzionare bene voglio la connessione Gigabit in rame. Collego tutti i cavi e … non funziona nulla. Non riesco nemmeno a pingare gli altri host. Riavvio il router, cambio le prese, cerco aggiornamenti, leggo i forum. Non ci sono versi. La connessione cablata su questo router è totalmente inaffidabile. Per spostare i dati sul NAS decido di connettermi con un cavo crossed. Faccio prima!

Ieri l’ultima perla. Tania guarda un film attingendo dal NAS. E’ un film vecchissimo in formato DIVX. Io vorrei navigare un po’. La connettività è altamente instabile. Perdo pacchetti. Imposto un ping verso il router, il NAS e google.

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Dopo 15 minuti la situazione è questa:

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Mando un tweet un po’ risentito taggando @telecomitalia . MI hanno risposto chiedendo delucidazioni sul problema. Vediamo come va a finire!

AGGIORNAMENTO 1: @Telecom187Luca ha aperto un ticket di assistenza. Ieri mi ha chiamato il tecnico ma ero fuori casa e, per un disguido, è stato risposto che “non ci sono problemi sulla linea” (cosa vera, la line ava bene è il router che non è il massimo).

AGGIORNAMENTO 2: Ho acquistato uno switch HP della serie Procurve e lo ho installato al posto di quello del router. Adesso anche se trasferisco 30GB verso il NAS (e lo faccio a circa 60MByte/s), posso navigare e fare altre operazioni sulla rete. QUesto conferma il mio sospetto sul non corretto funzionamento del dispositivo Telecom.

NAS!

Sono anni che combatto con lo spazio su disco. Ricordo con grande nostalgia il mio primo PC equipaggiato con 120MB di spazio su disco. Era un pozzo senza fondo, tanto che, un anno dopo, dovetti installare un HD da 250MB. Ed erano problemi a quei tempi, IRQ, canale configurazione master/slave.

Fino ad oggi sono sopravvissuto ai dati utilizzando una schiera di HD esterni USB, rigorosamente disconnessi dalla rete elettrica e dati, da usare solo al momento del bisogno. La truppa era composta da una vecchio HD da 80GB, un 500GB, uno da 1TB ed uno da 2TB. Tutti usati almeno al 70%. Ed ogni volta che avevo bisogno di dati era la solita trafila, accendi tutti i dischi, aspetta la connesisone, cerca, cerca, cerca. Ad un certo punto ho deciso di comperare un NAS (Network Attached Storage), come lo abbiamo in ufficio. La scelta è ricaduta su un dispositivo QNAP marca che conosco molto bene. Solo che io non ho 1000 euro da spendere. Pertanto ho deciso di prenderlo usato. Ho trovato ad un prezzo onesto un QNAP TS-469 Pro con 4 dischi da 2TB installati, per un totale (RAID 5) di 5TB di spazio.

La configurazione RAID5 mi è sembrata un ottimo compromesso tra prestazioni e protezione dei dati. UN RAID6 sarebbe stato meglio ma, non ho capacità di immagazzinamento sufficiente. La possibilità di integrare il NAS con una serie molto completa di applicazioni, ha reso questo prodotto centrale nella mia rete. Gestisce in maniera ottima lo streaming dei contenuti multimediali utilizzando “twonky“, mi aiuta nel download di files da BitTorrent, e funge da server VPN.

Tutta un’altra vita. Adesso se ho bisogno di una file immagazzinato nei miei archivi non devo fare altro che accedere alla cartella e sfogliarla fino a trovare quanto necessario. Attraverso la VPN posso farlo anche dall’ufficio, senza perdere troppo tempo.

Averci pensato prima!!!

Il terzo incomodo.

Ad ogni matrimonio a cui prendo parte si ripete, tragica, la presenza del terzo incomodo. Non te ne accorgi subito, mescolato come è tra la folla e i parenti festanti. Poi, ad un certo punto, scatta come un crotalo affamato e inizia la sua opera di distruzione.

Si tratta del parente fotografo, quello che devi invitare per forza e che si presenta con la sua Nikon o Canon a tracolla e non la lascia un attimo. Scatta rigorosamente in modalità AUTO, tenendo la macchina fotografica come un binocolo da caccia. Scatta (quasi sempre con il flash), guarda la foto sul display e poi mostra agli interessati la sua prodezza creativa.

Ha una caratteristica che lo mette al primo posto tra le “figure” che odio: la sua innata capacità di mettersi esattamente di fronte ai fotografi ufficiali. A volte si ha l’impressione che possa essere in due posti contemporaneamente. Tu sei li con la sposa e il padre nel mirino pronto a scattare, uno sguardo rapido all’esposimetro, il fuoco è a posto e compare lui. Un attimo prima del click. E te lo trovi con la sua testa tra quella degli sposi, con il suo flash che rovina la tua luce.

E butti via foto. Fino a quando lo redarguisci in modo simpatico (qualche simpatica “sportellata” con lo zaino pieno di obbiettivi),  in modo più deciso (ti metti sempre davanti a lui a fare le foto) o in modo duro (“si toglie da davanti, per cortesia?”). Ma tutto dura poco. Dopo alcuni secondi te lo ritrovi accanto al tuo gomito, nel tuo zaino con il suo “oh scusa…”.

Almeno evitasse di vestirsi in modo sgargiante.

Il panino!

Questa sera ho mangiato un panino in autostrada, mentre guidavo. Ok, nulla di eccezionale.
Non prenderò il Nobel per questo. Eppure quel panino aveva un sapore speciale. Aveva il sapore dei tanti viaggi, fatti negli anni per raggiungere i Nonni nel Lazio. Viaggi fatti di partenze
“intelligenti” la sera tardi, per non trovare troppo traffico ed evitare il caldo. Viaggi di
finestrini aperti, di “carrello appendice”, senza troppi comfort. Con la radio fissa su “onda verde” ed il CB sul canale 5, per sentire i camionisti. Erano bei viaggi che ci vedevano tutti e tre in quello spazio minuscolo di statio-wagon, ad inventare storie e parlare per ingannare i 605km, per tenere sveglio papà. Ed i panini erano il pasto d’ordinanza, incartati nel tovagliolo e nella
stagnola, preparati per tempo da mamma (per l’andata) o da nonna (per il ritorno). Ed ogni morso erano km sotto le ruote, cartelli che si inseguivano: Modena, Sasso Marconi, Firenze, Fabro… Ed il mondo finiva li, noi tre, con il gatto, dentro quella scatola di metallo lanciata a 110km/h  in autostrada, tra la A22 e la A1. Non serviva altro. E quanti km sotto quelle ruote, due volte l’anno in estate con il sole che sembrava non tramontare mai, ed in inverno, con l’incognita della neve e del “tratto appenninico”. Quante emozioni e quanti bei ricordi di bambino. E questa sera quei panini avevano proprio lo stesso sapore, la stesse emozioni di
allora. Solo che ero io alla guida. In fondo non è cambiato nulla. Sempre stagnola, sempre
tovagliolo, sempre autostrada ed il piccolo mondo di metallo che si muove sopra il nastro di asfalto, sempre verso sud.

KeySight

Puntuale come l’affito anche quest’anno è arrivata la possibilità di partecipare ad un seminario della KeySight  (altro non è che la divisione strumenti, misura ed elettronica della buona vecchia Agilent). Stavolta il seminario si è tenuto al Museo Della Scienza e Tecnologia a Milano con argomento riguardante i sistemi di misura ad RF e microonde.

I contenuti del seminario sono sempre di altissimo livello, quest’anno impreziositi dalla presenza di un intervento dal taglio accademico del Dott. Mario Caironi (IIT) e relativo alle possibilità offerte dai materiali organici per la realizzazione di circuiti stampati e componenti elettronici (CMOS). Si trova qualche informazione qui e qui.

Dal punto di vista della strumentazione sono rimasto molto colpito dal nuovo analizzatore di spettro della serie UXA, con uno schermo grosso come un televisore e touch. Magnifico davvero, soprattutto per le innovazioni che introduce: nuovo funzionamento del sistema di sweep, che adesso compensa automaticamente la distorsione introdotta dal filtro RBW in modo da minimizzare sempre il tempo di scansione. Nuovi anche i mixer esterni, adesso USB-powered e con un solo cavo di collegamento allo strumento. Nuove le funzioni di low noise, con baypass di alcuni stadi per ottimizzare il rumore alla ricerca dei segnali con più basso S/N. Soprattutto nuovo l’oscillatore: tutto in tecnologia DDS funzionante a più di 14 bit su un range vastissimo (7.4GS). Interessante la possibilità di lavorare con la FFT a blocchi di 510MHz.

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Impressionante è anche la parata di apparati che è stata messa in opera per dimostrare le potenzialità di generazione di segnali arbitrari. Alla base di tutto c’è il M9505A mainframe con cassetto M8190A. Si tratta di una unità in grado di generare un segnale in banda base con 12.5 GS/s asservito ad un calcolatore sul quale gira MatLab Il segnale viene dato in pasto ad un generatore modulabile (Vectro Signal Generator – E8267D)  che agisce da Upconverter fino a 44GHz. Il segnale modulato viene ricevuto da un analizzatore di spettro della famiglia PXA, il modello N9030A. Il segnale viene prelevato dalla IF ed inviato ad un Oscilloscopio della serie Infiinium (MSO-S 804A) che lo demodula in tempo reale in modo vettoriale. Impressionante vedere sullo schermo dell’oscilloscopio 6 sottosezioni in cui erano mostrati lo spettro in banda base, i simboli, il MER e tante altre informazioni. Ipnotico.

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Nel vedere il FieldFox mi si è slogata la mascella. Si tratta di un analizzatore portatile molto compatto e dal peso di 2kg. L’oggetto funziona come VNA (si… vettoriale) a due porte, TDR, Analizzatore di spettro con tracking generator e voltmentro selettivo. Il tutto fino a 26.5GHz in scioltezza. Il prezzo è di quelli che “fanno male” ma pensare che in uno strumento solo ci sia così tanta possibilità di misura è davvero imbarazzante. In pratica si potrebbe comperare solo quello per avere un mostriciattolo in grado di rimpiazzare la maggiore parte degli strumenti del laboratorio. Purtroppo no foto. L’emozione era troppa.

Appena entrato in sala faceva bella mostra di se un oscilloscopio digitale di quelli “TOP”, che visualizzava un segnale con una risoluzione temporale nell’ordine di 1ns (era un modello con 25GHz di banda). Il sistema era in demo per mostrare come sia possibile, attraverso opportuni algoritmi, compensare il comportamento dei cavi e dei connettori sia in ampiezza che in fase in modo da minizzare gli errori di misura e l’incertezza nella misura della ISI e del Jitter. In pratica i furbastri hanno integrato nell’oscilloscopio un generatore in grado di emettere un gradino estremamente ripido (<13ps) che eccita quindi uno spettro molto alto. Questo segnale viene immesso nel cavo da caratterizzare e consente di ricavare la funzione di trasferimento del sistema che verrà poi compensata attraverso FPGA. Non fa i miracoli, per caratterizzare a pieno una linea è sempre il VNA lo strumento vincente, ma in tutte quelle situazioni in cui il VNA non c’è o non è possibile usarlo… è possibile metterci una pezza molto efficace.

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Ultimo, ma non per importanza, il sistema di analisi della potenza per sistemi in corrente continua modello N6705B. Si tratta di un dispositivo modulare che può lavorare come source o sink di tensione e corrente continua ed è in grado di caratterizzare a pieno un dispositivo misurandone il consumo in potenza o in energia nel tempo. La cosa molto interessante di questo sistema è nella possibilita, attraveso un opportuno software, di potere effettuare il calcolo dell’energia fornita al sistema utilizzando una comoda piattaforma grafica. Costa un patrimonio, ma sarebbe davvero utile per i progetti che stiamo portando avanti.

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E’ tutto. Per questa volta.

Una giornata in… treno.

Dopo l’esperienza di Modena e del Molise, ci sto prendendo gusto all’uso del treno. Sia chiaro che rimango scettico sull’uso dei mezzi pubblici ma ho collezionato un paio di esperienze positive ed è giusto dare loro spazio.

Oggi sono andato a Milano per un interessante evento (tra poco arriva il post!) ed ho deciso di andare in treno. Ho scartato a priori la moto per evitare di morire di noia e perchè non mi sento pronto per il traffico milanese.

Detto fatto, partenza da casa alle 4.20 a piedi, raggiunta la stazione FS e via con il Frecciabianca verso Bologna. Ho lasciato che “MyTracks” registrasse tutto il mio percorso, volevo giocare un po’ con le velocità dei treni. Da Bologna ho preso sua maestà “FrecciaRossa” fino a Milano. La stazione “Alta Velocità” di Bologna è uno spettacolo. Sotterranea, curata, quasi un altro mondo.

Prima volta per me sul FrecciaRossa. Sembra un aereo, anche se la pressurizzazione non è che sia poi perfetta e quando si attraversano i tunnel le orecchie fanno male. Malgrado questo MyTracks ha fatto il suo lavoro e ho dei bei grafici da postare.

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Il trittico qui sopra mostra il percorso che ho fatto. Nella parte centrale il grafico della velocità in funzione della distanza da Ancona. Interessante notare come il FrecciaBianca si attesti di solito attorno ai 180km/h 190 km/h. FrecciaRossa ha fretta: il massimo raggiunto è 305km/h ed impressionante è notare la costanza della velocità nel tratto dopo Reggio Emilia. Molto interessante.

Al ritorno sono (sto scrivendo dal treno) a bordo di un normalissimo FrecciaBianca che oggi (oltre a 15 minuti di ritardo) ha dimostrato buone dote velocistiche:

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Il record è di 198km/h (li faccio pure col KTM…), mentre il grafico dell’andamento riflette il grande, estenuante infinito numero di fermate che fa questo treno. By the way sono quasi a casa, manca meno di un’ora!

Però… che divertente MyTracks!!!!

Motomemoria SicDay 2015

I 58boys sono dei grandi. Continuano a portare avanti il nome del SIC con costanza, impegno e iniziative sempre nuove e splendidamente organizzate. Quest’anno ai SicDays eravamo tantissimi, accomunati dal ricordo del SIC e dalla passione per le due ruote.

A Coriano le moto erano tantissime, e quando abbiamo mosso i primi km del motogiro, era impossibile vedere la testa e la coda del gruppo. Tantissimi! Tra strade malmesse, panorami emozionanti e qualche goccia di pioggia. Abbiamo attraversato qualche paese, siamo passati a Tavullia, a Gradara e poi siamo arrivati a Misano. Qui siamo entrati nel circuito, intitolato a Simoncelli, per una parata in suo onore. L’emozione è stata grandissima, indescrivibile.

L’organizzazione del giro è stata superlativa. Staffette che bloccavano gli incroci, persone che salutavano la grande carovana in modo festante, tanti curiosi che hanno girato video al serpentone di moto.

Ho girato qualche filmato con la GoPro, ne è risultato un video un po’ lungo.

Grazie a tutti per l’emozione, grazie al SIC che ha messo insieme tutte queste persone.

OPO e CM12

Oneplus ONE e CyanoGenMod 12. Sabato scorso (si, il 25) ho fatto l’aggiornamento. Ha richiesto un po’ di pazienza per capire che non sarebbe avvenuto OTA ma grazie al caricamento della ROM nella memoria dello smartphone. L’installazione è andata avanti senza problemi, nessun intoppo o rallentamento e mi ha consegnato un sistema pulito e …. tutto da riconfigurare (sigh!).

Per fortuna Santo Google ha reinstallato la maggiore parte della App per me ed ha rimesso a posto le reti wireless. Malgrado questo ci ho perso ancora 1 giorno per impostare correttamente tutte le preferenze e capire come potevo repliecare il comportamento di CM11 per quanto riguarda le sveglie.

Cosa ho notato di diverso: la grafica è più gradevole, mi piacciono le nuove icone. Hanno tolto la funzione “intervallo di quiete”, adesso bisogna smanettare un po’ con i profili e con la gestione degli avvisi “tutti – nessuno – speciali”. Il sistema operativo occupa più spazio di prima, direi tanto più spazio! Il consumo della batteria non è aumentato in modo drammatico come avevo letto, anzi, mi sembra che sia rimasto costante.

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