Spyserver – Test 1 Failed!

Ho provato ad installare ed a fare girare Spyserver sulla cubieboard che ho installato in soffitta. Mi sarebbe piaciuto potere avere un “punto” di ascolto remoto a casa.

Il software sulla cubieboard 2.0 con il nuovo “armbian” si configura che è un piacere. Tuttavia ho riscontrato i seguenti problemi:

  • spyserver non va molto d’accordo con fr24feed, collide un modulo del kernel. Per fare la prova ho dovuto disabilitare momentaneamente il feed del mio ricevitore ADS-B.
  • Le prestazioni del sistema sono insufficienti. Spyserver si avvia correttamente, accetta la connessione ma, anche riducendo all’osso i parametri, l’audio è fortemente frammentato.

Morale della favola: nulla da fare. La CPU della Cubie non ce la fa a gestire il carico. Pertanto devo inventarmi qualche cosa che non sia “comperare una Odroid”. Fino ad ora le prestazioni migliori le ho ottenute con una AIRSPY Mini collegato direttamente al mio desktop, ma si tratta di un I5 con 16GB di ram, pertanto di potenza e memoria ce ne sono da vendere!

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Cubieboard – nuovo sistema operativo

Il mio scarso amore per questa scheda non è mai stato celato. Ritengo questo progetto davvero male gestito e male documentato. Fino a qualche settimana fa ho utilizzato un sistema operativo piuttosto datato sulla scheda, che mi ha fatto letteralmente impazzire per configurare alcuni software. Dopo due anni di onorato servizio (la CB2 sarà tosta da configurare ma è davvero granitica), ho deciso di cambiare sistema operativo. Mi sono rivolto ad ARMBIAN, in particolare alle informazioni che possono essere acquisite QUI.

Il sistema è andato su in modo meraviglioso, senza troppi problemi. Non funziona la connessione HDMI (nessuna nuova) ma il resto è perfetto. Non solo: essendo un sistema “moderno” supporta python 3 e php7 e questo ha reso del tutto inutilizzabile il sistema di gestione del meteo (amarezza e tristezza). Vale la pena di installarlo e riscrivere tutto (sigh) da capo.

ARMBIAN: segnatevi questo nome!

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Esp8266 – Note!

Sono ancora al lavoro per cercare di ripristinare la stazione meteo. In questi mesi purtroppo non ho molto tempo da dedicare a questa attività, pertanto il lavoro è mostruosamente lento.

Ho montato un primo prototipo sul circuito stampato e mi sono accorto di avere omesso alcuni componenti. Nel tentativo di “metterci una pezza” ho bruciato il convertitore AD ed ho quindi deciso di ripartire da capo. Il sistema è fuori dalla scatola e, come prima cosa, lo voglio verificare completamente sul banco.

Cosa ho notato/imparato in questo periodo:

  • I test effettuati su un circuito montato su uno stampato e dentro una scatola, rischiano di essere irripetibili, devastanti ed inutili. Meglio smontare tutto e lavorare sul banco. Per fare delle prove ho messo 5V sulla linea I2C. ESP8266 non ha gradito, incenerendosi.
  • quando un MCP3424A si rompe, gli ingressi è facile che vadano a bassa impedenza. Si nota con un voltmetro che la caduta ai capi del partitore di ingresso è maggiore di quella che dovrebbe essere. Questo può accadere se il convertitore è stato alimentato una tensione eccessiva, se ha ricevuto 5V sulla I2C o una tensione eccessiva su un canale.
  • Non fidarsi dei connettori maschio/femmina a passo 2.54 (quelli che vengono usati comunemente sulle raspberry o arduino). Ho perso un paio di ore di tempo con un connettore che cessava di funzionare non appena veniva inserito il maschio al suo interno.  Provato con il tester era tutto ok, inserito il maschio il contatto si isolava. E’ un bel problema debuggare un simile fatto!
  • ESP8266 quanto effettua il boot parte a 74880 baud. Si può facilmente verificare con una programmino chiamato “minitermi.py” in ambiente linux. Dopo la fase di boot, passa a 115200, quindi non è possibile leggere correttamente il boot o la fase successiva.

 

adelmo@hp-ufficio:~/ESP8266_NONOS_SDK/bin$ sudo miniterm.py /dev/ttyUSB0 115200
— Miniterm on /dev/ttyUSB0 115200,8,N,1 —
— Quit: Ctrl+] | Menu: Ctrl+T | Help: Ctrl+T followed by Ctrl+H —
{l␀$��|␀�#␂�o␌␄␌�␌$�␄c|����␓��|␒#�␌B��oN�␀$oN���␄b␜p��l{l{lp�o�␐␂␌␄�␌d␌␄␌␄␌␄c␄o�|␂l␄l��p␄��oN�␂l��␀$`␂�␓␒no␌$`␂␎␂n{���n␄␌��$`␂p�n�␐␃␄␌r�����␌␌␄␌#␌N�|␂쏞��p␄��oN�␂␌␄l ␂�␛␒oN␌$`␂␎␂nr�ےo␄␌␃�l ␃p�o�␐␂␌␄{�ܜ���d␌␄b␄o�|␃$�ی␜p␌��Nn�␂␌␌d`␃�␛␒oN␄l ␂␏␂or����␂␌␄�$l ␃␏r���␂␌␄�$l ␃{l��o܄�No����{␒non�␌l�brrd␀␌�␒�$�␒ے��␄␌␄␌␄�␌␄��$l$␡{l␀␌�␛�l$dn��␃␄␌␄␌␌␄�␄␌���l␎$␀␄�␒�$��o�␂n��o~␛␂��ll�b␌␌dlp”�␂b{���$`o$����$`#$`␂l���␂␃␄�␡␂���nd�|␒#␒␌␀␂l␄␌␄l ␃{ldon’t use rtc mem data
{l��s�
Ai-Thinker Technology Co. Ltd.

ready

 

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Esp8266 – No WiFi Connection

Dopo l’allagamento della mia stazione meteo, ho deciso di riprogettare tutto il sistema. Ho quindi realizzato un circuito stampato in modo da abbandonare per sempre la realizzazione filata su mille-fori. Il PCB lo ho disegnato con Eagle e realizzato presso Millennium Dataware, come sempre. Ho dovuto correggere qualche piccolo errore derivante dalla poca attenzione e massima fretta nello sbroglio delle piste, ma tutto ha funzionato bene. Almeno dal punto di vista elettrico.

Nel momento in cui sono andato a ricaricare il firmware sulla scheda mi aspettavo un funzionamento “alla prima botta”. Invece il dispositivo si è bloccato nella fase di connessione all’access point, restituendo codice di errore “6” da WiFi.Status(). In pratica: nessuna connessione. Malgrado questo io sul’AP ero in grado di vedere il modulo come “autorizzato” o connesso. Per sbrigliare meglio questa matassa ho deciso di utilizzare un AP realizzato con una RouterBoard Mikrotik, in modo da potere approfittare delle funzionalità di logging.

Il codice che gestisce la connessione verso l’AP è il seguente:

Serial.println("");
Serial.println("WIFI INIT");
Serial.println("");
WiFi.macAddress(MAC_array);
for (int i = 0; i < sizeof(MAC_array); ++i){
sprintf(MAC_char,"%s%02x:",MAC_char,MAC_array[i]);
}
Serial.print("Unit Mac Address is: ");
Serial.println(MAC_char);
Serial.println("");
Serial.print("Connecting to ");

Serial.println(ssid);

// IP,DNS,GATEWAY,SUBNET
WiFi.mode(WIFI_STA);
WiFi.begin(ssid, password); //Gestione della connessione ad un AP
WiFi.softAP(ssidSA, passwordSA, 1, 1); //Gestione del SoftAP e hidden SSID
WiFi.setOutputPower(0); // Impostazione della potenza di uscita

while (WiFi.status() != WL_CONNECTED) {
Serial.println(WiFi.status());
delay(1000);
Serial.print(".");
}

Serial.println("");
Serial.println("WiFi connected");
Serial.println("IP address: ");
Serial.println(WiFi.localIP());

Cercando una possibile soluzione in rete mi sono imbattuto in questo post, in cui si legge:

WL_CONNECTED is only returned if the wifi interface has connected an has IP address
in DHCP mode this means you got the IP form the DHCP server. in Static mode you have set the IP yourself.

Detto fatto: ho configurato la mia MikroTik per lavorare come dhcp server e per effettuare il NAT della rete WiFi verso la rete di casa e… funziona!

Nota bene, in caso l’assegnazione dell’IP sia statica, il codice deve essere modificato in questo modo:

IPAddress host(192,168,**,**); //used for socket,mysql,mqtt 
IPAddress ip_wifi(192,168,**,**);
IPAddress dns_wifi(192,168,**,**);
IPAddress gw_wifi(192,168,**,**);
IPAddress subnet_wifi(255,255,**,**);

void setup() {
  Serial.println("");
  Serial.println("WIFI INIT");
  Serial.println("");
  //WiFi Management
  Serial.print("Connecting to ");
  Serial.println(ssid);
   
   WiFi.mode(WIFI_STA);
   WiFi.config(ip_wifi,dns_wifi,gw_wifi,subnet_wifi);  
   WiFi.begin(ssid, password);     
   WiFi.softAP(ssidSA, passwordSA, 1, 1); 
   WiFi.setOutputPower(0);        
   
  while (WiFi.status() != WL_CONNECTED) {
    delay(1000);
    Serial.print(".");
  }

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GPSDO quanti grattacapi!

Qualche anno fà ho acquistato una scheda Trimble 57964-15, oscillatore quarzato associato ad un ricevitore GPS. La schedina è molto interessante dal punto di vista elettrico, minimalista e molto compatta. Ha 2 uscite: segnale sinusoidale a 10MHz e PPS.

Il vero problema di questa scheda è farla funzionare nel mio ufficio (ovvero dove ho tutta la strumentazione che necessita di essere sincronizzata). Da mio ufficio io vedo pochissimo cielo e sono orientato ad OVEST.

Il povero ricevitore GPS riesce quindi a tracciare pochissimi satelliti contemporaneamente, il massimo raggiunto con notevoli sforzi è stato 4. Questo porta inevitabilmente ad un degrado delle prestazioni del sistema che non riesce ad attivare il PLL.

Leggendo in rete ho trovato che:

I think that most probably your GPSDO board didn’t finished selfsurvay mode which is signalized by fast flashing green LED. My board 57964-05 sends 10us pulse on the connector in
tracking mode. The full operati ng mode requires at least 10-15mins to get a PPS
output with good GPS signal (better forget about using indoor or window located antenna).
You can check the mode u sing terminal connected to J5 pins (57600,N,8,1) typing one of these commands:

trimble is marginally better than the lucent, but still pretty helpless with a puck antenna in a window with full view of the sky. the oscilloquartz star4 with the same antenna in the same location absolutely obliterates them both in terms of gps sensitivity and lock

Insomma… serve cielo! Bisogna che mi inventi qualche cosa per ottenere una migliore visione dei satelliti. Certo che mettere una antennina sul tetto….

 

AIS – un aggiornamento

Correzione di un piccolo BUG nel sito web che presenta i dati dell’AIS: se sono presenti delle imbarcazioni che hanno un apostrofo nel nome, la mappa non funziona. Ho corretto il codice, inserendo una piccola funzione che elimina del tutto gli apostrofi dal nome. Il precedente approccio con un escape character non era valido.

Ho aggiunto la funzione di “ricerca” informazioni nel menu a nuvola che si apre cliccando su una stazione. Adesso compare la voce “search” che redirige al sito di MarineTraffic e visualizza il risultato della ricerca di quel particolare MMSI. Interessante potere visualizzare le foto della imbarcazione e i dati aggregati raccolti da MarineTraffic.

Ricordo il sito di riferimento: http://ais.dii.univpm.it/

Le avventure del KOBO

Ottobre 2016, compero il mio primo e-book reader.
Ottobre 2017, celebro la morte del mio primo e-book reader.

Il KOBO Aura (N514) mi ha regalato un anno di lettura davvero spensierata, corredato della sua bella custodia protettiva. Due giorni fa è caduto a terra, di lato. Non mi sono preoccupato della cosa, visto che l’apparato non ha mostrato malfunzionamenti. Lo ho usato per circa 1 ora senza problemi, ho finito di leggere un libro e ne ho iniziato un altro.

Alla successiva riaccensione mi sono reso conto che lo schermo dava segni di squilibrio, con una sezione che era sensibile al tocco ma non aggiornava il contenuto. Una rapida ricerca in rete ha dimostrato che la causa poteva essere il vetro rotto.

Ho smontato l’oggetto, non senza qualche difficoltà. Aprire un KOBO è un po’ complesso. Si può smontare in due modi, dallo schermo o dal bordo. Se si ha necessità di rimpiazzare lo schermo si deve procedere ad uno smontaggio completo. Consiglio di rimuovere prima l’elettronica, in modo da potere scollegare agevolmente i cavi di controllo dello schermo.

Accedere all’elettronica è semplice, basta usare un taglierino molto affilato ed infilarlo nello spazio tra il guscio posteriore e la plastica di abbellimento.

 

Sono presenti dei ganci in plastica che possono essere sganciati con un plettro, una volta che si è creato lo spazio per il suo inserimento. In questa foto si possono apprezzare ed è possibile capire la loro distanza dal bordo del dispositivo.

Lo schermo lo ho rimosso con due plettri per chitarra elettrica (Fender Thin e Dunlop 0.73), facendoli passare nella fessura dello schermo e togliendo il potente biadesivo nero presente. Attenzione che nella parte bassa della cornice sono presenti i flat cables di collegamento con il display, meglio non danneggiarli.

Per cercare un ricambio adeguato è necessario conoscere il codice del display, ed è possibile leggerlo sul flat cable:

Purtroppo non ho potuto procedere alla riparazione in quanto il ricambio costa mediamente una 55na di dollari. Troppo in considerazione del fatto che il dispositivo nuovo ne costa 99.

Alcuni siti che possono essere utili per trovare informazioni:

e-ink-reader

aliexpress

Appena ne ricompero uno nuovo, cambio custodia!

Va bene che affoghi ma…

Recentemente ho raccontato della mia stazione meteo “allagata” dalla condensa e dall’acqua piovana. Sto cercando di ripristinarla e mi sono imbattuto in “cose mai viste”. L’ossido che si è formato è talmente consolidato che si è letteralmente “mangiato” lo stagno e molti dei contatti passo 2.54. Ci sono delle parti decisamente corrose dall’ossido. Alcuni cavetti wire-wrap che uso per le connessioni sono recisi (non so se dal corto-circuito o dall’ossido stesso). Malgrado tutto sono riuscito a ripristinare il circuito che adesso è in fase di test.

Devo assolutamente fare uno stampato!!!