Il panino!

Questa sera ho mangiato un panino in autostrada, mentre guidavo. Ok, nulla di eccezionale.
Non prenderò il Nobel per questo. Eppure quel panino aveva un sapore speciale. Aveva il sapore dei tanti viaggi, fatti negli anni per raggiungere i Nonni nel Lazio. Viaggi fatti di partenze
“intelligenti” la sera tardi, per non trovare troppo traffico ed evitare il caldo. Viaggi di
finestrini aperti, di “carrello appendice”, senza troppi comfort. Con la radio fissa su “onda verde” ed il CB sul canale 5, per sentire i camionisti. Erano bei viaggi che ci vedevano tutti e tre in quello spazio minuscolo di statio-wagon, ad inventare storie e parlare per ingannare i 605km, per tenere sveglio papà. Ed i panini erano il pasto d’ordinanza, incartati nel tovagliolo e nella
stagnola, preparati per tempo da mamma (per l’andata) o da nonna (per il ritorno). Ed ogni morso erano km sotto le ruote, cartelli che si inseguivano: Modena, Sasso Marconi, Firenze, Fabro… Ed il mondo finiva li, noi tre, con il gatto, dentro quella scatola di metallo lanciata a 110km/h  in autostrada, tra la A22 e la A1. Non serviva altro. E quanti km sotto quelle ruote, due volte l’anno in estate con il sole che sembrava non tramontare mai, ed in inverno, con l’incognita della neve e del “tratto appenninico”. Quante emozioni e quanti bei ricordi di bambino. E questa sera quei panini avevano proprio lo stesso sapore, la stesse emozioni di
allora. Solo che ero io alla guida. In fondo non è cambiato nulla. Sempre stagnola, sempre
tovagliolo, sempre autostrada ed il piccolo mondo di metallo che si muove sopra il nastro di asfalto, sempre verso sud.

KeySight

Puntuale come l’affito anche quest’anno è arrivata la possibilità di partecipare ad un seminario della KeySight  (altro non è che la divisione strumenti, misura ed elettronica della buona vecchia Agilent). Stavolta il seminario si è tenuto al Museo Della Scienza e Tecnologia a Milano con argomento riguardante i sistemi di misura ad RF e microonde.

I contenuti del seminario sono sempre di altissimo livello, quest’anno impreziositi dalla presenza di un intervento dal taglio accademico del Dott. Mario Caironi (IIT) e relativo alle possibilità offerte dai materiali organici per la realizzazione di circuiti stampati e componenti elettronici (CMOS). Si trova qualche informazione qui e qui.

Dal punto di vista della strumentazione sono rimasto molto colpito dal nuovo analizzatore di spettro della serie UXA, con uno schermo grosso come un televisore e touch. Magnifico davvero, soprattutto per le innovazioni che introduce: nuovo funzionamento del sistema di sweep, che adesso compensa automaticamente la distorsione introdotta dal filtro RBW in modo da minimizzare sempre il tempo di scansione. Nuovi anche i mixer esterni, adesso USB-powered e con un solo cavo di collegamento allo strumento. Nuove le funzioni di low noise, con baypass di alcuni stadi per ottimizzare il rumore alla ricerca dei segnali con più basso S/N. Soprattutto nuovo l’oscillatore: tutto in tecnologia DDS funzionante a più di 14 bit su un range vastissimo (7.4GS). Interessante la possibilità di lavorare con la FFT a blocchi di 510MHz.

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Impressionante è anche la parata di apparati che è stata messa in opera per dimostrare le potenzialità di generazione di segnali arbitrari. Alla base di tutto c’è il M9505A mainframe con cassetto M8190A. Si tratta di una unità in grado di generare un segnale in banda base con 12.5 GS/s asservito ad un calcolatore sul quale gira MatLab Il segnale viene dato in pasto ad un generatore modulabile (Vectro Signal Generator – E8267D)  che agisce da Upconverter fino a 44GHz. Il segnale modulato viene ricevuto da un analizzatore di spettro della famiglia PXA, il modello N9030A. Il segnale viene prelevato dalla IF ed inviato ad un Oscilloscopio della serie Infiinium (MSO-S 804A) che lo demodula in tempo reale in modo vettoriale. Impressionante vedere sullo schermo dell’oscilloscopio 6 sottosezioni in cui erano mostrati lo spettro in banda base, i simboli, il MER e tante altre informazioni. Ipnotico.

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Nel vedere il FieldFox mi si è slogata la mascella. Si tratta di un analizzatore portatile molto compatto e dal peso di 2kg. L’oggetto funziona come VNA (si… vettoriale) a due porte, TDR, Analizzatore di spettro con tracking generator e voltmentro selettivo. Il tutto fino a 26.5GHz in scioltezza. Il prezzo è di quelli che “fanno male” ma pensare che in uno strumento solo ci sia così tanta possibilità di misura è davvero imbarazzante. In pratica si potrebbe comperare solo quello per avere un mostriciattolo in grado di rimpiazzare la maggiore parte degli strumenti del laboratorio. Purtroppo no foto. L’emozione era troppa.

Appena entrato in sala faceva bella mostra di se un oscilloscopio digitale di quelli “TOP”, che visualizzava un segnale con una risoluzione temporale nell’ordine di 1ns (era un modello con 25GHz di banda). Il sistema era in demo per mostrare come sia possibile, attraverso opportuni algoritmi, compensare il comportamento dei cavi e dei connettori sia in ampiezza che in fase in modo da minizzare gli errori di misura e l’incertezza nella misura della ISI e del Jitter. In pratica i furbastri hanno integrato nell’oscilloscopio un generatore in grado di emettere un gradino estremamente ripido (<13ps) che eccita quindi uno spettro molto alto. Questo segnale viene immesso nel cavo da caratterizzare e consente di ricavare la funzione di trasferimento del sistema che verrà poi compensata attraverso FPGA. Non fa i miracoli, per caratterizzare a pieno una linea è sempre il VNA lo strumento vincente, ma in tutte quelle situazioni in cui il VNA non c’è o non è possibile usarlo… è possibile metterci una pezza molto efficace.

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Ultimo, ma non per importanza, il sistema di analisi della potenza per sistemi in corrente continua modello N6705B. Si tratta di un dispositivo modulare che può lavorare come source o sink di tensione e corrente continua ed è in grado di caratterizzare a pieno un dispositivo misurandone il consumo in potenza o in energia nel tempo. La cosa molto interessante di questo sistema è nella possibilita, attraveso un opportuno software, di potere effettuare il calcolo dell’energia fornita al sistema utilizzando una comoda piattaforma grafica. Costa un patrimonio, ma sarebbe davvero utile per i progetti che stiamo portando avanti.

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E’ tutto. Per questa volta.

Una giornata in… treno.

Dopo l’esperienza di Modena e del Molise, ci sto prendendo gusto all’uso del treno. Sia chiaro che rimango scettico sull’uso dei mezzi pubblici ma ho collezionato un paio di esperienze positive ed è giusto dare loro spazio.

Oggi sono andato a Milano per un interessante evento (tra poco arriva il post!) ed ho deciso di andare in treno. Ho scartato a priori la moto per evitare di morire di noia e perchè non mi sento pronto per il traffico milanese.

Detto fatto, partenza da casa alle 4.20 a piedi, raggiunta la stazione FS e via con il Frecciabianca verso Bologna. Ho lasciato che “MyTracks” registrasse tutto il mio percorso, volevo giocare un po’ con le velocità dei treni. Da Bologna ho preso sua maestà “FrecciaRossa” fino a Milano. La stazione “Alta Velocità” di Bologna è uno spettacolo. Sotterranea, curata, quasi un altro mondo.

Prima volta per me sul FrecciaRossa. Sembra un aereo, anche se la pressurizzazione non è che sia poi perfetta e quando si attraversano i tunnel le orecchie fanno male. Malgrado questo MyTracks ha fatto il suo lavoro e ho dei bei grafici da postare.

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Il trittico qui sopra mostra il percorso che ho fatto. Nella parte centrale il grafico della velocità in funzione della distanza da Ancona. Interessante notare come il FrecciaBianca si attesti di solito attorno ai 180km/h 190 km/h. FrecciaRossa ha fretta: il massimo raggiunto è 305km/h ed impressionante è notare la costanza della velocità nel tratto dopo Reggio Emilia. Molto interessante.

Al ritorno sono (sto scrivendo dal treno) a bordo di un normalissimo FrecciaBianca che oggi (oltre a 15 minuti di ritardo) ha dimostrato buone dote velocistiche:

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Il record è di 198km/h (li faccio pure col KTM…), mentre il grafico dell’andamento riflette il grande, estenuante infinito numero di fermate che fa questo treno. By the way sono quasi a casa, manca meno di un’ora!

Però… che divertente MyTracks!!!!

Motomemoria SicDay 2015

I 58boys sono dei grandi. Continuano a portare avanti il nome del SIC con costanza, impegno e iniziative sempre nuove e splendidamente organizzate. Quest’anno ai SicDays eravamo tantissimi, accomunati dal ricordo del SIC e dalla passione per le due ruote.

A Coriano le moto erano tantissime, e quando abbiamo mosso i primi km del motogiro, era impossibile vedere la testa e la coda del gruppo. Tantissimi! Tra strade malmesse, panorami emozionanti e qualche goccia di pioggia. Abbiamo attraversato qualche paese, siamo passati a Tavullia, a Gradara e poi siamo arrivati a Misano. Qui siamo entrati nel circuito, intitolato a Simoncelli, per una parata in suo onore. L’emozione è stata grandissima, indescrivibile.

L’organizzazione del giro è stata superlativa. Staffette che bloccavano gli incroci, persone che salutavano la grande carovana in modo festante, tanti curiosi che hanno girato video al serpentone di moto.

Ho girato qualche filmato con la GoPro, ne è risultato un video un po’ lungo.

Grazie a tutti per l’emozione, grazie al SIC che ha messo insieme tutte queste persone.

OPO e CM12

Oneplus ONE e CyanoGenMod 12. Sabato scorso (si, il 25) ho fatto l’aggiornamento. Ha richiesto un po’ di pazienza per capire che non sarebbe avvenuto OTA ma grazie al caricamento della ROM nella memoria dello smartphone. L’installazione è andata avanti senza problemi, nessun intoppo o rallentamento e mi ha consegnato un sistema pulito e …. tutto da riconfigurare (sigh!).

Per fortuna Santo Google ha reinstallato la maggiore parte della App per me ed ha rimesso a posto le reti wireless. Malgrado questo ci ho perso ancora 1 giorno per impostare correttamente tutte le preferenze e capire come potevo repliecare il comportamento di CM11 per quanto riguarda le sveglie.

Cosa ho notato di diverso: la grafica è più gradevole, mi piacciono le nuove icone. Hanno tolto la funzione “intervallo di quiete”, adesso bisogna smanettare un po’ con i profili e con la gestione degli avvisi “tutti – nessuno – speciali”. Il sistema operativo occupa più spazio di prima, direi tanto più spazio! Il consumo della batteria non è aumentato in modo drammatico come avevo letto, anzi, mi sembra che sia rimasto costante.

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La “due giorni”

La “Due Giorni del microondista” è un evento che nasce nel 2005 a Bagnara di Romagna. Lo scopo è quello di offrire ai radioamatori appassionati di microonde, un luogo dove potere discutere, provare e soprattutto misurare i progetti sviluppati. Non esiste programma di interventi, non ci sono sessioni organizzate.

Quest’anno la “due giorni” si è tenuta a Modena, presso i locali della Sezione ARI. La mia “due giorni” è andata più o meno in questo modo: sono arrivato in uno stanzone già piuttosto affollato, ho “parcheggiato” le mie cose e ho iniziato a ascoltare qualche discorso. Ho avuto il piacere di incontrare Vittorio IK4IRO che mi ha mostrato qualche progettino interessante. Poi ho conosciuto IK4PNJ Riccardo persona molto piacevole e competente,quindi è arrivato Giovanni Ik6EFN. Scaricati gli strumenti abbiamo pranzato e poi è stato tutto un discutere di misure, di progetti di idee. Ho conosciuto molte persone, scambiato idee ed imparato tantissimo.

Ecco la “due giorni” è questo. Non ci sono programmi, tutti parlano di tutto e si mescolano idee di ogni tipo. Risolvi 1000 problemi e ti vengono in testa 2000 domande. La targhetta “due giorni del microondista” non deve spaventare nessuno. Si parla di tutto ci si confronta (in un clima davvero rispettoso e piacevole) su argomenti tra i più disparati.

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Entomofagia

Ho preso parte ad un interessante convegno: “Dagli insetti un contributo per nutrire il pianeta“. Organizzato dall’Università Politecnica delle Marche, ha voluto sensibilizzare sul possibile utilizzo degli insetti quali forma di alimentazione.

Ii convegno è stato molto costruttivo, con interventi molto interessanti da parte di personaggi del mondo scientifico e politico, che hanno sottolineato come l’uso di insetti nell’alimentazione umana possa essere visto come molto interessante in termini di rendimento: 10 kg di cereali possono produrre 1kg di bovino, 5 kg  prodotti avicoli e ben 9kg di insetti. In un mondo in cui la domanda e l’offerta di cibo saranno sempre più sbilanciate, una prospettiva di questo tipo appare molto interessante. L’allevamento e la trasformazione degli insetti potrebbero essere una interessante via anche per abbattere i consumi di acqua: il 70% dell’acqua del pianeta è utilizzata per attività zootecniche o agricole. Occorre anche precisare che dal punto di vista microbiologico gli insetti non danno particolari problemi, debbono essere trattati come  ogni altro cibo e quindi essere sottoposti a cottura. Il tutto è nel vincere la diffidenza dei consumatori: accettiamo di buon grado il consumo di un prodotto della digestione (rigurgito) di insetti (il miele) ma inorridiamo di fronte ad una locusta. e non ditemi che il gambero abbia un aspetto migliore!

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Come evento collaterale del convegno era previsto anche l’assaggio di piatti preparati a base di insetti, per effettuare un test statistico di assaggio. I piatti proposti sono stati preparati dagli Chef Mariano Faraoni e Marco Passini, il menu ha previsto:

  • Involtino croccante con verdure e cavallette;
  • Raviolone fritto di pasta fresca con insetti polverizzati ripieni di erbe di campo e patate e grilli con ristretto di potacchio;
  • Insect cheescake con alchermes.

I piatti erano buonissimi! Se li avessero fatti mangiare in un blind test, nessuno avrebbe mai immaginato la presenza di insetti al loro interno!

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A conclusione dell’evento c’è stata una seconda fase di assaggio aperta ad un numero maggiore di persone, in cui era possibile degustare un tris di fritti: camule della farina, cavallette e grilli alla paprika.

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Inutile dire che mi sono leccato i baffi.

Per chi volesse approfondire l’argomento, consiglio alcuni articoli di Vantommen:

 

 

 

Sdr Server

Qualche tempo addietro, un radioamatore della zona (IW6ATQ) mi ha fatto vedere un software davvero interessante. Si tratta di una suite client server, mirata all’utilizzo di apparati SDR in rete.

Il software in questione è rilasciato da sdr-radio.com e si tratta della suite SDRconsole ed SDRserver in versione v2.

Test bed la composto dalla solita chiavetta RTL2832 con chipset 820T, collegata ad un calcolatore con processore ATOM, un ABACO che ha ormai parecchi anni sulle spalle ma li porta benissimo. Su questa piattaforma gira un sistema operativo Microsoft t 32bit. Ho installato tutto il software necessario ed avviato la utility rtl_tcp. Concettualmente è molto semplice: rtl_tcp invia i dati al server SDR, il quale provvede a effettuare la loro distribuzione ai client che si connettono. Il comportamento del server può essere ottimizzato per sfruttare al meglio le caratteristiche della connessione di rete.

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Mi sono messo a giocare un po’ con questo sistema nella rete locale, caratterizzata da prestazioni di tutto rispetto. Le prime prove mi hanno lasciato davvero stupito: audio molto intermittente e lentezza nella risposta ai comandi. Dopo essermi connesso al calcolatore remoto ho scoperto che le risorse di CPU necessarie per fare girare il software dignitosamente sono eccessive per la potenza di calcolo di cui dispongo. Se la CPU sale sopra il 40% la qualità di ricezione cala molto, soprattutto cercando di ascoltare un WFM. Dopo avere ridotto molto la dimensione della FFT le cose sono migliorate un poco, anche se l’esperienza di uso è rimasta molto deludente.

Nulla da eccepire sul software, molto ben studiato sial lato client che server. Ha una struttura a pannelli che richiede un minimo di assuefazione ma è discretamente intuitivo da utilizzare. Una volta effettuata la connessione, sembra di usare un sistema residente localmente (soprattutto lavorando in banda stretta).

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Il risultato grafico dell’ascolto (o tentato tale) di una emittente FM stereo è il seguente:

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Morale della favola, un ottimo prodotto che, se abbinato ad un calcolatore di nuova generazione, sarà in grado di offrire ottime prestazioni e tante ore di divertimento!

 

 

WordPress Multisite

Dopo avere sperimentato per alcuni mesi l’installazione Multisite di WordPress, mi sono deciso a toglierla di mezzo. Il motivo alla base di questa decisione è per l’eccessiva lentezza che comporta questo prodotto con il piano di hosting che sto usando.

Multisite sembra essere piuttosto “database intensive” e questo ha provocato più volte il blocco del sito a causa dell’elevato numero di richieste al server. Poco ha giovato l’installazione di una sistema di caching, che potesse alleggerire un po’ il carico.

Pertanto, si torna “Multisite, false”. Il sito che era ospitato su questa piattaforma è stato spostato su un dominio dedicato: www.adephoto.it

Robustezza!

Tanti tanti anni addietro presi parte ad un progetto molto carino chiamato iRGP (Internet Radio Gateway Project). Aveva lo scopo di realizzare un gateway tra il mondo del packet radio amatoriale e la rete internet, in modo da fornire alcuni servizi ai radioamatori della zona.

Per portare avanti il progetto acquistammo una serie di apparecchiature, cercando di scegliere quelle che avrebbero dato una maggiore affidabilità e durata nel tempo. Il progetto rimase atttivo fino al 2004 quando, per il cessato interesse nei confronti del sistema, decidemmo di chiudere tutto.

Le apparecchiature sono rimaste dentro uno scatolone, tutte tranne una. Si tratta di un alimentatore stabilizzato con batteria in tampone prodotto dalla Microset di Sacile. Questo oggetto è rimasto acceso per portare avanti altri progetti. Dopo 16 anni è ancora perfettamente funzionante ed ha richiesto 1 solo intervento di manutenzione per la sostituzione dell’interruttore di accensione (ho dovuto spegnere per fare manutenzione alle apparecchiature).

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