Archivi categoria: Vita e sopravvivenza

Multimetro ed energy meter

Un po’ di tempo fa sono riuscito a montare il mio energy meter. Progetto che si è trascinato sulla mia scrivania per quasi 5 anni e che è stato montato malgrado fosse ancora da terminare (mancano 10 saldature a dire tanto). Recentemente mi sono messo a giocare un po’ con Labview e, per fare pratica nella programmazione, sto usando un multimetro Agilent 34401A. Si tratta di un apparato davvero eccellente, che si può controllare con la GPIB e si interfaccia molto bene con Labview.

Per imparare a scrivere del codice decente mi è venuto in mente di realizzare un logger della tensione di rete e di confrontare la misura del multimetro con quella dell’energy meter. I due apparati sono connessi in punti diversi della rete domestica, con il multimetro che è posto lontano dall’energy meter. Pertanto la misura potrebbe essere affetta da errori dati dalla resistenza ohmica dei conduttori.

Ho eseguito due sessioni di misura. La prima il 27 maggio 2020 dalle ore 23.51 alle ore 11.58 del giorno successivo. I campioni sono acquisiti ogni 24 secondi, per un totale di 1804 campioni. Il valore di “24 secondi” è dato dall’intervallo di campionamento dell’energy meter che ha un “cuore” arduino e che temporizza le letture usando dei delay. Confrontando i grafici si ottiene un risultato interessante.

Misura del 26 maggio.

Analizzando con attenzione il grafico, si nota come i dati dei due sensori siano in generale “accordo”. Risultano solo “sfasati” nel tempo, con multimetro che sembra essere un po’ in ritardo rispetto al sensore di tensione.
La seconda sessione di misura è stata effettuata il 9 giugno 2020 dalle ore 6.33 alle ore 10.33, per un totale di 600 campioni. In questa sessione ho usato un nuovo software.

Sessione del 9 giugno,

I dati confermano quanto rilevato nella sessione di misura precedente, i dati sono in generale “accordo” ma il multimetro è un po’ in anticipo. La differenza temporale dipende dal modo in cui calcolati gli intervalli di campionamento. L’energy meter è basato sul timer di arduino, quando i dati sono inviati al server, questo provvede ad associare loro un timestamp. Il multimetro lavora invece con il timer di Labview che esegue un campionamento ogni 24 secondi. Pertanto è normale che i due orologi non siano sincroni.

Considerazioni:

  • Il multimetro rileva una tensione più bassa rispetto all’energy meter. Questo risultato è atteso e potrebbe derivare dal fatto che l’inserzione voltmetrica è effettuata in due punti molto diversi della linea. Pertanto il multimetro potrebbe risentire degli effetti di carico.
    In effetti confrontando i valori dei picchi notiamo che in corrispondenza dei valori bassi c’è una differenza di 2V o 3V tra i valori misurati. Se la linea è scarica, la differenza nella misura è pressochè trascurabile.
  • La linea di casa è un macello. La distanza tra il contatore di energia del fornitore e il quadro di casa è notevole e la sezione dei cavi non è sufficiente. Pertanto, in corrispondenza di picchi di assorbimento di corrente, la tensione di rete scende a livelli bassisimi: fino a 208V. Su questo c’è poco da fare, sfilare i conduttori per inserirne altri sarebbe un suicidio non conoscendo lo stato dei cavidotti.

Post Scriptum:
per pura curiosità ho misurato anche la frequenza di rete durante l’ultima sessione. I dati rilevati sono:
Fmin: 49.920
Fmax: 50.057

Andamento della frequenza nel tempo.

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Cancello per bambini.

Appena il pupo passa dalla fase “baby” alla (tremenda” fase “toddler” si presenta il problema delle scale. Ed il problema è molteplice in quanto a casa nostra le scale hanno una larghezza spropositata: 123cm. Una follia, che, da una parte, mi da sollievo in caso dovessi diventare obeso o non deambulante. Il problema vero è trovare un cancelletto per bambini che sia adattabile a questa larghezza.
Cercando in lungo e largo su Amazon o su siti Cinesi, non si trova nulla che ecceda i 90cm. A quanto pare la larghezza standard delle scale è 80cm (ragionevole, è la larghezza di una porta), e i cancelletti si adattano a questa dimensione. Non si trova NULLA che ecceda i 120cm. Pertanto le strade sono diverse:
– comperare due cancelletti e cercare di adattarli;
– costruire un cancelletto da zero;
Le probabilità di fallimento sono identiche in entrambi i casi, ma nel secondo c’è l’incognita della progettazione, scelta del materiale, mancanza del tavolo da lavoro etc.
Pertanto… si parte!

In famiglia c’è una tradizione di costruttori di cancelli (quelli da campagna, grossi, enormi, pesanti), pertanto qualche nanogrammo di competenza ci deve essere.
Fase 1, la scelta del materiale: scartato il titanio e l’alluminio per ovvi motivi di saldatura, ricorro al legno che, dai tempi di Noè, garantisce ottime possibilità di successo ad un costo accettabile. Pertanto compero (troppe) assicelle di abete (pagandole uno sproposito) ed un certo numero di assi di legno di koto (costosissime, mortacci loro). Parte la progettazione. I punti essenziali sono:
– solido ancoraggio a parete con almeno 3 tasselli da 8mm;
– struttura “triangolare”, perchè il triangolo non si deforma ed il Prof. Frosali ce lo ha spiegato molto bene;
– finitura “materica” (per fare contenta l’amica architetto), colore bianco;
– Incollare e fissare con viti in quanto il “toddler” ha la forza di un lottatore.

Dopo un certo numero di ore di lavoro, un certo numero di imprecazioni e qualche errore, il risultato è appagante. Il cancello è montato da qualche mese, e malgrado venga strapazzato abbondantemente non ha (ancora) fatto una piega.

Vista fronte: notare la teoria delle assi con spaziatura differenziata ma simmetrica.
Struttura posteriore con “triangoli” in modo da minimizzare la deformazione.
Fissaggio a muro con abbondante montante e cardini oversize.
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BME-280…. ti voglio bene. (poco)

Siamo in quarantena, in isolamento da tutto e tutti, fortuna che il tempo ci assiste. Un po’ di sole, un po’ di caldo. Nottate fresche. Non faccio mistero della passione per la mia stazione meteo. Ecco, improvvisamente la stazione meteo si è ammutolita: segna sempre -141.61 gradi centigradi ed anche la misura dell’umidità sembra essere affetta da qualche problema. Ho provato a resettare la stazione ma senza alcun effetto. Cosa sarà mai successo? Ipotizzo che l’ennesimo sensore di temperatura è andato.

I ricambi sono in ufficio, fortuna che tra qualche giorno devo andare su, per altri motivi. Approfitterò per portare a casa qualche BME-280. Intanto approfitto per fare lo sbroglio della stazione meteo versione 2.0 che… udite udite non userà un BME-280 come sensore esterno: penso che userò un DHT-22 all’esterno e il BMW-280 all’interno, solo per la misura della pressione.

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Le macchinine

Uno dei miei giochi preferiti quando ero bambino, erano le macchinine. Ho dei bellissimi ricordi legati a questi giocattoli. Abitavamo in Toscana e, a dispetto del clima, avevamo la moquette in tutte le stanze. Questo aveva dei notevoli vantaggi per un bambino: si può stare in ginocchio per terra senza giocarsi le articolazioni (sia in estate che in inverno), i giochi producono poco rumore e le macchinine hanno un ottimo grip. Altro ricordo è legato alla “Wacky Race”, ovvero fare finta di avere le auto protagoniste della corsa ed immaginare le acrobazie del “diabolico coupe” o di “Penelope Pitstop”.

Ma che fine hanno fatto la “macchinine”? Tempo fa ho riesumato la mia scatola delle macchine, un contenitore di legno che contiene modellini che vanno dagli anni ’70 agli anni ’90.

Le marche principali sono Majorette, Matchbox, Baravelli e Lesney. Che fine hanno fatto queste ditte? Wikipedia è di aiuto:
Majorette: ha chiuso nel 2002, dopo avere delocalizzato la produzione in Thailandia ed avere abbandonato il metallo per la plastica. Qualche informazione si trova qui.
Matchbox: attualmente di proprietà della Mattel. Ha avuto forti difficoltà negli anni ’90, dopo avere portato la produzione in Cina, ed abbassato la qualità
Lesney: chiude battenti nel 1982, dopo una lunga ed onorata carriera.
Baravelli: non ho trovato informazioni su questa ditta. Mi riprometto di cercare meglio.

Ferrari GTO – Majorette Made in France
Dumper rigido Lesney del 1978
Locomotore Matchbox – 1979
Lancia Stratos – Baravelli
Cisterna Lesney – 1973

Vero, sono in metallo. Odorano di metallo, sono costose da produrre e probabilmente non rispettano gli standard di sicurezza (io ci ho giocato e sto scrivendo…). Ma sono ancora funzionanti (perfettamente) dopo almeno 10 anni di “sevizie” e 46 anni dalla produzione. A volte la qualità paga, vallo a fare capire ai mercati!

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Scuola guida

Qualche giorno fa, stavo guardando il radar FR24, del quale sono contributor. Mi ha colpito molto la presenza di un Airbus A320 che ha fatto una serie molto lunga di procedure “touch-and-go” presso il nostro aeroporto. Si è sempre messo in cosa al traffico commerciale e locale ed ha continuato a lungo, per poi riprendere la strada di Ginevra.
Si tratta di una “scuola guida” per piloti o di un test sull’aeromobile?

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Ancora maltempo

Sono sempre più incuriosito e affascinato dalle condizioni meteo che ogni tanto si verificano in zona. Per il giorno 2 ottobre era stata ampiamente prevista una ondata di fresco, con calo della temperatura a 850hpa di circa 10 gradi.

Interessante notare cosa è successo al suolo, così come rilevato dalla mia stazione meteo. Vediamo qualche dato estratto dal databse, che riporta:
data ed orario (locali), temperatura, umidità, pressione, dewpoint

2019-10-02 13:16:14 | 28.39 | 41.88 | 986.71 | 14.2
2019-10-02 13:26:36 | 26.73 | 46.07 | 986.87 | 14.18
2019-10-02 13:36:59 | 26.26 | 46.73 | 986.71 | 13.97
2019-10-02 13:46:25 | 25.64 | 59.13 | 986.46 | 17.07
2019-10-02 13:56:48 | 21.7 | 64.08 | 988.06 | 14.61
2019-10-02 14:06:43 | 16.75 | 86.08 | 987.18 | 14.41
2019-10-02 14:16:38 | 16.01 | 90.71 | 987.11 | 14.49
2019-10-02 14:26:33 | 15.63 | 91 | 987.38 | 14.16

In pratica, in 70 minuti abbiamo perso 13 gradi di temperatura. Un bel fresco!

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Maltempo!

La notizia è sui giornali e sui telegiornali nazionali: siamo stati colpiti da una feroce ondata di maltempo che, localmente, ha creato non pochi danni.
La stazione meteo ha registrato dei dati interessanti, che sono riassunti da questo grafico.

Stazione meteo di casa

Il buco è dovuto al maltempo di mercoledi 10 luglio, che ha mandato in tilt il sensore di temperatura ed umidità. I dati interessanti sono relativi al crollo della temperatura il giorno 9 (martedi pomeriggio) quando, a dispetto delle previsioni, si sono “scatenati gli elementi. Il vento ha raggiunto picchi molto elevati, anche se la mia stazione è piuttosto “protetta”.

Stazione meteo casa.

Passata la “bufera” le temperature sono rimaste “basse” per tutta la giornata di mercoledi 10 (si sono alternate piogge di modesta e bassa intensità), che hanno avuto il minimo la mattina del giorno 11 alle ore 5.20: 16.2 gradi.

La stazione installata presso l’università mostra un andamento simile. Il primo grafico è su 7 giorni e consente di apprezzare anche il caldo torrido che ci ha interessato fino a lunedi 8. Il secondo grafico è su base due giorni e mostra chiaramente il crollo delle temperature.

Università, 7 giorni.
Università: due giorni.

A noi è andata molto bene, ce la siamo cavata con qualche fiore spezzato e un po’ di apprensione per gli oggetti in giardino. Considerando quello che si vede in TV siamo stati “graziati”.

Arriva la tempesta!
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Caldo!

Se ne è parlato per giorni della “ondata di calore”. Soprattutto nei gruppi “ragionevoli” e “ragionanti” su Telegram. E tutti con gli occhi sulle centraline meteo.


Puntuale è arrivato il grande caldo africano. Ieri in effetti è stata una giornata “dura”, fortunatamente allietata da un livello di umidità molto basso.
Il caldo ha picchiato duro nel versante occidentale dell’Italia, ma anche noi non siamo stati propriamente freschi. I grafici partono dalle ore 00:00 del giorno 27.

Come è andata da noi (fino al momento della compilazione della pagina)?
Università: valori del giorno 27 -> Max: 33.33 Min: 24.44
Valori del giorno 28 -> Max 31.66 Min: 27.77

Sensore Univpm, dati catturati con rtldavis

Casa: valori del giorno 27 -> Max: 35.72 Min: 22.08
Valori del giorno 28 -> Max 33.98 Min: 24.96

Stazione meteo autocostruita.
Sensori di altre centraline. Presi con rtl_433.
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Considerazioni sul pentagramma

Una riflessione che mi è balenata in mente oggi, mentre ero in sala ad ascoltare musica col “pupo”. La situazione è la seguente: pupo che gioca ed io che gli “propino” un po’ di musica con lo smartphone. Oggi l’oggetto di interesse era una volpe, pertanto ho messo “Foxy Lady” ed una serie di altri brani del buon Jimi. Ad un certo punto la riproduzione casuale mi propone “The Sultans of Swing” ed io mi perdo brevemente tra le dolci note della melodia. Con un certo fastidio: c’è qualche cosa che non suona.

Rifletto sulla cosa e provo a darmi una risposta. Ho in mente il modo in cui questo brano (e tanti altri a dire il vero…) suonano sul mio vecchio impianto (rimpianto) Hi-Fi. Nulla di particolare, tutti componenti che potevano stare nelle mie tasche, ma era un buon impianto, e vale la pena ricordarne la genesi.

Anni ’90, sono a Bolzano. Fino a quel momento per me la musica era quanto riusciva a produrre il mio vecchio stereo portatile anni ’80 (**). Un aggeggio plurimodificato e totalmente in plastica dura: doppio deck con equalizzatore a 7 bande, radio AM/FM e casse a due vie. Cavolo! Niente concessione al digitale: tutto puramente analogico. A Bolzano frequento alcuni colleghi di babbo ed entro in contatto con il mondo degli appassionati di Hi-Fi. Decido di passare al digitale e mi compero un lettore CD della Pioneer modello PD7700. Piatto centrale senza vibrazioni, caricamento rovesciato. Lo abbino all’amplificatore del mio vecchio stereo anni ’80. Malgrado tutto la differenza con le cassette è enorme: niente fruscio, molti più dettagli, molte note alte. Libidine.
Passa il tempo e decido di fare il grande salto: prendo un amplificatore e dei diffusori decenti. Su consiglio dei colleghi di babbo (*), mi oriento su un Harman Kardon HK6200 e dei diffusori Infinity Reference 40. Libidine pura. Adesso le cose iniziano a funzionare molto bene. MI informo, leggo “Audio Review”, “Suono”. Ogni tanto faccio una capatina nei “DUE” negozi di Hi-Fi del mio quartiere. Sogno i diffusori elettrostatici ed un amplificatore QUAD. Vorrei tanto un “giracd” con convertitore separato. Intanto mi godo anni di musica fantastica: Dire Straits, Nirvana, Pink Floyd, Stevie Ray Vaughan, Supertramp, Metallica, tanta classica. Arriva anche una doppia piastra di registrazione della TEAC, per fare le cassette per la macchina.

Arrivato ad Ancona lo spazio ed il tempo per l’impianto calano. i diffusori si rovinano e li regalo ad un amico. L’impianto rimane fermo per tanto tempo fino a che non prendo un paio di diffusori B&W bookshelf e mi rimetto ad ascoltare qualche cosa. Intanto è cambiato il mondo. Il PC è pieno di MP3, la sera mi calzo un paio di cuffie e posso ascoltare fiumi di musica mentre programmo o scrivo. E l’impianto rimane spento. Ed il mio orecchio inizia a dimenticare cosa significhi ascoltare “bene” della musica.

Ormai sono passati tanti anni. Il PD7700 e la doppia piastra sono andati in discarica. L’amplificatore ha ricevuto due diffusori bookshelf nuovi ed è associato ad un ricevitore FM analogico della Revox. Lo uso quando spolvero ed andrebbe manutenuto: recapping e sostituzione dei potenziometri. Giuro che appena finiti i 3 progetti che ho pending da tre anni lo faccio. Mi piacerebbe riascoltare “the sultans of swing” in modo decente.
Mi consola pensare che tra i miei conoscenti ci sono almeno 3 o 4 persone molto attente alla qualità di quello che ascoltano. C’è anche un audiofilo nel senso “puro” del termine. Andrebbero protetti, come le specie in via di estinzione.

(*) I colleghi di babbo non erano audiofili. Erano dei semplici appassionati che cercavano di informarsi e spendere al meglio i soldi che avevano. Il primo amante di Harman Kardon e dei diffusori dinamici, il secondo amante delle cuffie: aveva delle Stax fantastiche. Con loro ho avuto il mio battesimo del “ben sentire”.
(**) A casa non è mai mancato “lo stereo”. Era un cubo che aveva radio, giradischi e cassetta. Due diffusori a due vie in legno. Per quello che doveva fare a casa era un ottimo impianto. Certo il giradischi era davvero economico, niente pesatura del braccio o antiskew ma aveva il vantaggio che potevo usarlo anche io. Cosa non da poco!

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