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Esp8266 – Note!

Sono ancora al lavoro per cercare di ripristinare la stazione meteo. In questi mesi purtroppo non ho molto tempo da dedicare a questa attività, pertanto il lavoro è mostruosamente lento.

Ho montato un primo prototipo sul circuito stampato e mi sono accorto di avere omesso alcuni componenti. Nel tentativo di “metterci una pezza” ho bruciato il convertitore AD ed ho quindi deciso di ripartire da capo. Il sistema è fuori dalla scatola e, come prima cosa, lo voglio verificare completamente sul banco.

Cosa ho notato/imparato in questo periodo:

  • I test effettuati su un circuito montato su uno stampato e dentro una scatola, rischiano di essere irripetibili, devastanti ed inutili. Meglio smontare tutto e lavorare sul banco. Per fare delle prove ho messo 5V sulla linea I2C. ESP8266 non ha gradito, incenerendosi.
  • quando un MCP3424A si rompe, gli ingressi è facile che vadano a bassa impedenza. Si nota con un voltmetro che la caduta ai capi del partitore di ingresso è maggiore di quella che dovrebbe essere. Questo può accadere se il convertitore è stato alimentato una tensione eccessiva, se ha ricevuto 5V sulla I2C o una tensione eccessiva su un canale.
  • Non fidarsi dei connettori maschio/femmina a passo 2.54 (quelli che vengono usati comunemente sulle raspberry o arduino). Ho perso un paio di ore di tempo con un connettore che cessava di funzionare non appena veniva inserito il maschio al suo interno.  Provato con il tester era tutto ok, inserito il maschio il contatto si isolava. E’ un bel problema debuggare un simile fatto!
  • ESP8266 quanto effettua il boot parte a 74880 baud. Si può facilmente verificare con una programmino chiamato “minitermi.py” in ambiente linux. Dopo la fase di boot, passa a 115200, quindi non è possibile leggere correttamente il boot o la fase successiva.

 

adelmo@hp-ufficio:~/ESP8266_NONOS_SDK/bin$ sudo miniterm.py /dev/ttyUSB0 115200
— Miniterm on /dev/ttyUSB0 115200,8,N,1 —
— Quit: Ctrl+] | Menu: Ctrl+T | Help: Ctrl+T followed by Ctrl+H —
{l␀$��|␀�#␂�o␌␄␌�␌$�␄c|����␓��|␒#�␌B��oN�␀$oN���␄b␜p��l{l{lp�o�␐␂␌␄�␌d␌␄␌␄␌␄c␄o�|␂l␄l��p␄��oN�␂l��␀$`␂�␓␒no␌$`␂␎␂n{���n␄␌��$`␂p�n�␐␃␄␌r�����␌␌␄␌#␌N�|␂쏞��p␄��oN�␂␌␄l ␂�␛␒oN␌$`␂␎␂nr�ےo␄␌␃�l ␃p�o�␐␂␌␄{�ܜ���d␌␄b␄o�|␃$�ی␜p␌��Nn�␂␌␌d`␃�␛␒oN␄l ␂␏␂or����␂␌␄�$l ␃␏r���␂␌␄�$l ␃{l��o܄�No����{␒non�␌l�brrd␀␌�␒�$�␒ے��␄␌␄␌␄�␌␄��$l$␡{l␀␌�␛�l$dn��␃␄␌␄␌␌␄�␄␌���l␎$␀␄�␒�$��o�␂n��o~␛␂��ll�b␌␌dlp”�␂b{���$`o$����$`#$`␂l���␂␃␄�␡␂���nd�|␒#␒␌␀␂l␄␌␄l ␃{ldon’t use rtc mem data
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Ai-Thinker Technology Co. Ltd.

ready

 

Va bene che affoghi ma…

Recentemente ho raccontato della mia stazione meteo “allagata” dalla condensa e dall’acqua piovana. Sto cercando di ripristinarla e mi sono imbattuto in “cose mai viste”. L’ossido che si è formato è talmente consolidato che si è letteralmente “mangiato” lo stagno e molti dei contatti passo 2.54. Ci sono delle parti decisamente corrose dall’ossido. Alcuni cavetti wire-wrap che uso per le connessioni sono recisi (non so se dal corto-circuito o dall’ossido stesso). Malgrado tutto sono riuscito a ripristinare il circuito che adesso è in fase di test.

Devo assolutamente fare uno stampato!!!

 

Aiuto, affogo!

La stazione meteo è ormai attiva da qualche tempo, e ha dato enormi soddisfazioni funzionando in modo perfetto per diversi mesi.

Qualche giorno fa c’è stato un violento temporale, con tanto di allagamento del parcheggio antistante casa. In corrispondenza di questo evento la stazione meteo ha smesso di funzionare. A prima vista un problema di comunicazione I2C, visto che i dati registrati erano tutti “0”. Riavviata la stazione non c’è più stata connessione.

Mi sono recato sul tetto ed ho smontato i coperchi. Lo scempio è completo:

  • Sezione di controllo allagata, con segni di ossidazione evidenti su alcuni connettori e “condensa” sul coperchio.
  • Sezione del sensore di pioggia completamente allagata con segni di condensa anche in questo caso e pesante ossidazione.

Cosa può essere successo? La scatola del sensore di pioggia secondario è realizzata con una scatola da esterni di tipo “economico”, senza pressacavi con guarnizione. In questa scatola è entrata acqua ed umido.

La scatola è collegata alla sezione di controllo attraverso un cavo dalla guaina piuttosto “rigida”, che ha fatto la funzione di “tubo”, facendo arrivare aria molto umida che si è condensata sulle pareti. Con il calo delle temperature, l’umido è aumentato tanto, arrivando a bagnare molto il circuito, rendendolo non funzionante.

Interventi di ripristino:

  • rendere la scatola del sensore secondario veramente “stagna” con silicone e nastro vulcanizzante, oppure rimuoverlo del tutto, visto che in definitiva serve a poco.
  • rendere la scatola dell’elettronica non comunicante con la scatola del sensore secondario, tappando il “tubicino” con il silicone.

L’angolo del ciambotto.

Se dovessimo giudicare la nostra civiltà da quello che si vede in rete, avremmo una visione un po’ distorta: pieno di fotografi ovunque, che si destreggiano impavidi negli spazi di colore più impensati. Sportivi ovunque che riprendono e pubblicano video in ogni dove. Soprattutto un tasso enorme di geni, visto che sui blog tutti i progetti funzionano, danno i risultati sperati, non si guastano mai.

Io invece faccio delle foto discutibili, posto anche i video di quando mi parte l’anteriore a motocross e voglio dedicare un post alla mia ultima cialtronata.

Devo monitorare lo stato di una finestra con la (infame) CubieBoard. Bene, prendo un sensore magnetico e lo collego al GPIO. Ottimo.

Fantastico vero? Un occhio meno “rincoglionito” del mio, noterà sicuramente che se il contatto sulla finestra è aperto, il piedino della GPIO è “floating”. E questo causa un comportamento molto bizzarro del sistema, del quale mi sono accorto in fase di test: apro la finestra, faccio girare il codice e vedo dei “rimbalzi” sullo stato di una variabile. Monitoro il GPIO e questo cambia allegramente stato per i fatti suoi. Controllo lo schema, mi percuoto e faccio ammenda.

Ho corretto lo schema. Adesso il GPIO è collegato ad un pull-up con un 10k e la finestra è collegata verso la massa: finestra chiusa piedino a livello logico basso, finestra aperta piedino a livello logico alto grazie al pull-up.

Ogni tanto l’angolo del ciambotto deve essere rispolverato!