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Computer-based man, working as sys-admin, network-admin and troubles-admin.

Huawei eNSP – Dispositivo Cloud

Il simulatore Huawei eNSP è una vera cannonata. Per farlo funzionare è necessario qualche piccolo sforzo ed un po’ di fortuna (ha delle incompatibilità con Windows 10), ma, una volta risolti i problemi, è davvero ben funzionante.

Non ho mai approfondito molto il funzionamento del dispositivo “CLOUD” del simulatore, limitandomi a sapere che consente la connessione con la rete fisica. Oggi ho impiegato un po’ del mio tempo per cercare di farlo funzionare e sono davvero soddisfatto.

La situazione di partenza è questa:

C’è un PC (il mio portatile) con interfaccia Gigabitethernet collegata direttamente allo switch del router “fisico”, attraverso un cavo ethernet. Il PC ha IP 192.168.1.10, il router ha indirizzo 192.168.1.3 sulla vlanif 1.

Nel calcolatore è in esecuzione il simulatore eNSP con la topologia mostrata in figura. Il router ha indirizzo IP 192.168.1.4 sulla interfaccia gig 0/0/0.

Come configurare il CLOUD?

In pratica si crea una prima una interfaccia di tipo GE che mappa la porta fisica del portatile. Quindi si crea una porta “interna” di tipo GE mappata su UDP. Il passo successivo è collegare le due porte in modo bidirezionale.

Effettuati i collegamenti dovuti, si ottiene che tutto funziona, anche OSPF (in giallo il peer OSPF visto dal simulatore, in grigio il peer OSPF visto dal router reale.

Maledetto ossido!

Situazione: sensore di temperatura collegato alla cubieboard attraverso un breve cavo e due connettori a passo 2.54mm. Tutto funziona regolarmente. All’improvviso ieri sera, noto che i dati del sensore meteo non si aggiornano più.

Faccio una scansione del bus I2C e, meraviglia delle meraviglie, non trovo nulla. Bizzarro, non ci sono stati sbalzi di tensione, fulmini, black-out. Sono giorni che non salgo di sopra a fare un giro.

Ipotizzo che sia un problema di ossidazione, dato dalla mostruosa combinazione di umidità e temperatura che regna sovrana in quel luogo. Per dare credito alla mia ipotesi non tocco nulla, mi reco al solito negozio di materiale elettronico (Electronic Fittings) e compero uno spray disossidante della DUE-CI: il R-11 contact cleaner.

Lo spruzzo direttamente nella femmina del connettore al quale è collegato il sensore e invio un timido comando “i2cdetect -y 1”. Meraviglia delle meraviglie, tutto torna a funzionare. Dalla prossima volta si salda tutto!

 

Preamplificatore a 1090MHz

Finalmente ho installato il preamplificatore che avevo acquistato su Aliexpress per i 1090MHz, da associare al mio sistema di ricezione ADS-B.

Il cambiamento di prestazioni è notevole: sono passato da una distanza massima ricevuta di 100 miglia nautiche ad oltre 180, con picchi superiori a 200.

Anche il numero di aeromobili “visti” dal sistema è notevolmente aumentato, passando da circa 700 a valori sopra il 1000. Considerando il cablaggio “creativo” sono davvero molto soddisfatto del miglioramento ottenuto!

Nella immagine che segue, la situazione del ricevitore “fotografata” il 14 giugno 2017.

AIS e propagazione

In questi giorni di caldo ed umido, le VHF iniziano ad essere un bel terreno di caccia. Soprattutto su un mare caldo e chiuso come l’Adriatico. Puntuale come tutti gli anni si presentano condizioni molto vantaggiose per i collegamenti a lunga distanza. Questo non sfugge al nostro sistema AIS che il 30 maggio ha fatto registrare il “pienone”, come evidenziato dalla figura.

Il sistema installato presso l’Università Politecnica delle Marche, mostra, in tempo reale, solo i dati che sono effettivamente ricevuti dall’apparato locale. Pertanto è un ottimo indicatore delle condizioni di propagazione.

L’angolo del ciambotto.

Se dovessimo giudicare la nostra civiltà da quello che si vede in rete, avremmo una visione un po’ distorta: pieno di fotografi ovunque, che si destreggiano impavidi negli spazi di colore più impensati. Sportivi ovunque che riprendono e pubblicano video in ogni dove. Soprattutto un tasso enorme di geni, visto che sui blog tutti i progetti funzionano, danno i risultati sperati, non si guastano mai.

Io invece faccio delle foto discutibili, posto anche i video di quando mi parte l’anteriore a motocross e voglio dedicare un post alla mia ultima cialtronata.

Devo monitorare lo stato di una finestra con la (infame) CubieBoard. Bene, prendo un sensore magnetico e lo collego al GPIO. Ottimo.

Fantastico vero? Un occhio meno “rincoglionito” del mio, noterà sicuramente che se il contatto sulla finestra è aperto, il piedino della GPIO è “floating”. E questo causa un comportamento molto bizzarro del sistema, del quale mi sono accorto in fase di test: apro la finestra, faccio girare il codice e vedo dei “rimbalzi” sullo stato di una variabile. Monitoro il GPIO e questo cambia allegramente stato per i fatti suoi. Controllo lo schema, mi percuoto e faccio ammenda.

Ho corretto lo schema. Adesso il GPIO è collegato ad un pull-up con un 10k e la finestra è collegata verso la massa: finestra chiusa piedino a livello logico basso, finestra aperta piedino a livello logico alto grazie al pull-up.

Ogni tanto l’angolo del ciambotto deve essere rispolverato!

Preamplificatore ADS-B

Ho acquistato un piccolo preamplificatore RF per la banda aerea dei 1090MHz. Lo ho comperato qui ed è arrivato con la solita flemma orientale (la chiave di ricerca è Aviation ADS-B special low noise amplifier).

preamplificatore ADS-B

Un bell’oggettino, interamente in metallo e corredato di connettori SMA di fattura dignitosa. Non ho resistito alla tentazione di fargli fare un giro con il Noise Figure Meter che ho in ufficio (Agilent N8972A e testina N4002A).

preamplificatore ADS-B misura

Sono molto soddisfatto, le caratteristiche esibite dall’oggetto sono davvero molto buone, come mostrano le figure qui sotto.

preamplificatore ADS-B GAIN  preamplificatore ADS-B NOISE

Non vedo l’ora di installarlo!!!

Noise e Cavità

Per attivare una stazione di ascolto presso la Torre della Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche, ho dovuto rimettere le mani su dei vecchi filtri in cavità che erano stato acquistati per il progetto iRGP negli anni 90. Ricordo che, all’epoca li avevamo tarati utilizzando un bell’analizzatore di spettro con tracking generator.

Dovendo ritarare il sistema per adattarlo alle nuove condizioni operative (WebSDR, ne riparleremo) ho deciso di procedere in un altro modo, soprattutto per evitare di scarrozzare l’analizzatore di spettro in giro per la Facoltà. Mi sono servito di un noise generator e di un ricevitore SDR.

Il noise generator è un prodotto molto semplice ed economico, acquistato per pochi dollari su ebay. Lo avevo acquistato alcuni anni addietro per fare delle prove di larghezza di banda su una IF.

Il ricevitore SDR è il famoso AIRSPY MINI, corredato da una versione aggiornata di SDR# e dall’utilissimo SpectrumSpy. Questo programma trasforma il ricevitore SDR in un analizzatore di spettro a larga banda e consente di fare delle misure piuttosto interessanti, anche se piuttosto limitate in dinamica ed in tempo di risposta.

Nelle due immagini che seguono, la risposta in frequenza del filtro in cavità prima della taratura e dopo la taratura.

Scegliendo in modo opportuno lo “span” dell’analizzatore è possibile ottenere una risposta del sistema molto rapida, che consente di apprezzare facilmente le minime variazioni di taratura.

Addio AccaEffe

Quando ho iniziato ad ascoltare le HF era una sera d’estate ed avevo un vecchio ricevitore sotto le mani. Era uno scatolone immenso nelle mie mani e ricordo perfettamente l’emozione che ho provato nel sentire tutti quei suoni e quelle stazioni radio. Mi sono fatto dare un foglio di carta da mio zio ed ho preso un sacco di appunti. Doveva essere il 1990 o il 1991 e con una semplice antenna a stilo, avevi il mondo dentro casa.

Gli anni passano, arrivano i computer, gli alimentatori switching. I led ed i televisori al plasma. I motorini 2 tempi sono ormai delle mosche bianche (con il loro allegro scoppiettare che il noise blanker non cancellava manco a morire). Arriva Internet, portando con se contenuti e servizi nuovi e soprattutto l’immediatezza della comunicazione. I satelliti sono sempre di più, aumenta la loro efficienza energetica e in molti capiscono che le HF, con le loro antennone, i programmi di previsione della propagazione e le bizzarrie del sole, possono avvicinarsi alla pensione. Arrivano anche gli impianti fotovoltaici, i regolatori chopper e tutto il mondo dello “switching”: piccolo, freddo e rumoroso. La rete in casa si distribuisce con la power-line, in casa entra la ADSL con il suo “spettrone”.

Sempre meno persone si accorgono del fatto che le HF sono diventate rumorose come un asilo durante la ricreazione. Sono piene man-made noise. Nel mio precedente appartamento avevo una posizione brutta, in mezzo alla città, ma riuscivo ad ascoltare qualche cosa. Nel mio nuovo alloggio ho rumore a fondo scala fino a 28MHz. Vietato ascoltare qualsiasi cosa. Ho installato una antenna verticale bellissima fatta da IW2EN, ho acceso il ricevitore e fine del gioco: non si sente nulla.

 

Allora ho provato con un antenna loop di IZ3ZUJ (qualche informazione si trova qui), la ho montata di notte pur di averla sul tetto. L’antenna è bellissima ma quando ho acceso il ricevitore è stato una completa sconfitta: rumore ovunque.

Faccio il punto:

  • sono in una posizione che, radiantisticamente parlando, è una schifezza;
  • Ho noise (di origine sconosciuta) su tutte le bande;
  • Il tempo per fare ascolti ed altri esperimenti è davvero pochissimo;
  • La passione per le HF è molto calata: quello che volevo fare lo ho fatto (contest, cw, fonia, rtty, pactor, hf-fax, etc etc);

Ho deciso di smontare e vendere la mia Delta Loop, per quanto sia una delle più belle e impressionanti antenne che io abbia avuto. Non solo. Penso che prenderò anche il mio amatissimo Ts-440 e lo metterò in un armadio (in modo che non prenda umido). Il tempo delle HF per adesso è finito, magari ne riparliamo tra 10 anni. Sempre con il TS440 ed i miei tasti telegrafici.

Adesso devo solo inventarmi una applicazione per quel cavo che viene giù dal tetto… ma una mezza idea già mi frulla in testa e non riguarda certo le HF!

Erano i tempi

20 anni fa. 1997, nasceva il progetto iRGP ad opera di alcuni studenti della facoltà di ingegneria dell’allora Università Degli Studi di Ancona.

Alessandro, Adelmo, Andrea e Maurizio, tutti radioamatori e tutti appassionati di computer, telecomunicazioni e smanettamenti vari. Il progetto nacque a seguito di alcune riunioni, tenute nell’auletta dell’associazione studentesca Gulliver, ed aveva lo scopo di creare un gateway TCP/IP per l’accesso alla rete radioamatoriale.

In quegli anni il traffico dati radioamatoriale era effettuato prevalentemente in AX.25, utilizzando modem in AFSK alla velocità di 1200bps, 9600bps o maggiori. I dati viaggiavano ripetuti da digipeaters che erano installati e mantenuti da radioamatori in modo da creare una complessa ed intricata rete internazionale. Ricordo con molta nostalgia le serate passate a saltare da digi a digi, alla scoperta di percorsi nuovi per accedere a qualche BBS.

Vi erano poi dei digi particolari che consentivano di accedere alla rete “internet” e di veicolare i dati in altri continenti. Questi digi erano gateway tcp/ip che accettavano la connessione degli utenti in AX.25 o in tcp/ip over AX.25. I radioamatori avevano una rete di classe A a loro dedicata (44.0.0.0/8) con tanto di numeratori nazionali e regionali. Chiunque poteva chiedere un indirizzo IP ed utilizzarlo (con Linux o il mitico JNOS) per accedere alle risorse internet per i radioamatori.

Questo consentiva una enorme espansione delle possibilità di comunicazione in quanto il traffico era veicolato dalla rete internet commerciale: entravi in rete ad Ancona e sbucavi dove volevi.

Il nostro progetto era ambizioso ma riuscimmo a portarlo a termine. La stazione vide la luce nel 1999 (inaugurata nel 2000) e rimase attiva fino al 2007 quando ci rendemmo conto che non vi era più interesse verso questo sistema: tutti avevano la ADSL a casa e questo tipo di connettività era ormai obsoleto. M

Furono 5 anni di lavoro intenso, di grandi soddisfazioni e grandi incazzature. Abbiamo portato qualche cosa di nuovo nel panorama dei radioamatori della zona. Abbiamo avuto grandi fan (Nando, I6JKW) e qualche detrattore, ma, cosa più importante, abbiamo imparato molto.

Attraverso la wayback machine è possibile ricostruire e ricordare quegli anni ruggenti.

2001  una delle prime versioni del sito radiogw1.unian.it

2002 il nuovo sito web

2007 la versione finale e finita.

 

 

WebSdr – PmSDR and RTL-SDR configuration Guide

PMSDR is a small, cheap and high quality SDR Receiver. It was conceived by Martin Pernter Iw3AUT some years ago. I have been using it for both hobby and scientific research, loving its stability and ease of use.

After a long time, during which the receiver collected dust on a shelf in my office, I decided to bring it again to life for the WebSDR project. I’ll not give details on the work of PA3FWM, please visit its site to learn about its work.

The WebSDR project is addressed both to hamradio  enthusiast both to students of the University where I work. SDR technologies are wide spread and it’s time to talk about this subject in the telecommunications oriented courses that are held at University. So I think that the possibility to show some real application of SDR can support the learning path of students, trying to catch their curiosity.

Phase 1 of the projects requires to setup a basic system, using PMSDR and RTL-SDR dongle in order to evaluate performances and get acquainted with WebSDR software.

RTL-SDR.
Configuring the dongle to work in WebSDR is quite easy. It requires the installation of rtl-sdr package in order to provide rtl_tcp command.

After connecting the dongle to the PC, you can check it has been correctly recognised with the lsusb command.

websdr@websdr:~$ lsusb
Bus 002 Device 002: ID 0bda:2832 Realtek Semiconductor Corp. RTL2832U DVB-T

In order to let the dongle receive and forward data, you can use the rtl_tcp program. It will create a socket and stream I/Q samples through it. Put this command in your rc.local file to execute it as a daemon during computer boot.

rtl_tcp -a 127.0.0.1 -p 65144 -f 145000000 -d 0

Remembre that if you want to change the receiving frequency, you have to modify THIS script, otherwise nothing will happen. The command stated shows -p switch, in order to set the streaming port, the -f to set the working frequency and -d to address a specific device in case you have multiple dongles.

WebSDR configuration lines for RTL-SDR are very simple:
#rtl_sdr per i 3cm
band 3cm
device !rtlsdr 127.0.0.1:65144 85
samplerate 2048000
centerfreq 681000
antenna lnb

The “85” shows the amount of ppm correction to apply in the frequency.

PMSDR
Setting up the PMSDR may be a little “tricky”. First of all you have to consider this is a “near-zero IF SDR”: it will provide an audio baseband signal to a sound-card. First of all you have to setup an ALSA sound system. If you (like me) are not very familiar with Linux audio world, well “don’t panic”. The sound-card I use with PMSDR is USB connected. So let’s check it:

websdr@websdr:~$ lsusb
Bus 002 Device 002: ID 0bda:2832 Realtek Semiconductor Corp. RTL2832U DVB-T
Bus 002 Device 001: ID 1d6b:0002 Linux Foundation 2.0 root hub
Bus 008 Device 002: ID 041e:30df Creative Technology, Ltd

Now it’s time to hadle permissions for using the soundcard:
websdr@websdr:~$ cat /etc/udev/
hwdb.d/ rules.d/ udev.conf
websdr@websdr:~$ cat /etc/udev/rules.d/90-creative.rules
ACTION==”add”, SUBSYSTEM==”usb”, SYSFS{idVendor}==”041e”, SYSFS{idProduct}==”30df”, GROUP=”audio”
websdr@websdr:~$

Now you should be able to use the “magic” command:
websdr@websdr:~$ arecord -l
**** List of CAPTURE Hardware Devices ****
(…)
card 1: Pro [SB X-Fi Surround 5.1 Pro], device 0: USB Audio [USB Audio]
Subdevices: 0/1
Subdevice #0: subdevice #0

Before trying to go any further is mandatory to check if ALSA can support your hardware. In any other case all your efforts will result in a total loss of time. According to ALSA site, the SB X-Fi in UNSUPPORTED.

So let’s give up and try another Audio Adapter, this time embedded device:

root@websdr:~# arecord -l
**** List of CAPTURE Hardware Devices ****
card 0: Intel [HDA Intel], device 0: ALC662 rev1 Analog [ALC662 rev1 Analog]
Subdevices: 1/1
Subdevice #0: subdevice #0
card 0: Intel [HDA Intel], device 2: ALC662 rev1 Alt Analog [ALC662 rev1 Alt Analog]
Subdevices: 1/1
Subdevice #0: subdevice #0

WebSDR configuration file wants to know 3 parameters: card,device, subdevice. Using this command we can retrive all data we need, as the card number is “0”, the device is “0” and the device is “0” as well. Write this parameters and  forget them.

Now you need a way to interact with PMSDR internal PIC in order to program the internal oscillators. More over, if your PMSDR is equipped with a Downconverter board, you have to program it as well. There is a small,yet realiable and easy-to-use, client which was written by Andrea Montefusco and is available on sourceforge. You have to build it, so install gcc and read carefully the installation notes. After the program has been built, run it by “pmsdr”. There is an embedded help system.

Linux PMSDR 2.0/2.1 control program, version 2.5.1
Original code by Martin Pernter IW3AUT
Linux porting by Andrea Montefusco IW0HDV
www.obdev.at – DG8SAQ-I2C
Interface 0 claimed.
Firmware reports version 2.5.0
Si570 detected.
CY22393 detected.
Downconverter Board detected.
Si570 on Downconverter Board detected.
Type ‘help’ or ‘?’ for get online help.
/tmp/PMSDRcommands FIFO unavailable [No such file or directory]
Input switched to standard input.
—> help

<command> [<value>] //
FREQUENCY : f <d> // f 7050000 == ( 7.050,000 kHz)
F3Harmonic : f3 <d> // f3 100300000 == ( 100.300 MHz)
FREQUENCY Dc : fd <d> // down converter conversion frequency in Hz
FILTER : filter <d> // 0 (no filter),1 (2-6MHz),2 (5-12MHz),3 (10-24MHz), 4 (<2MHz)
DFILTER : dfilter <d> // 0 (down converter bypass), 1 (VHF filter), 2 (UHF filter), 3 (unfiltered)
QSDbias : qsdbias <d> // qsdbias 512 (default), 346-692 (interval allowed)
QSDmute : qsdmute <on,off> // qsdmute on, qsd off (i.e. 0,1
STOREfreq : memf <d> // store init freq into PMSDR EEPROM f 585000 == (585,000 kHz)
STOREfreq3 : memf3 <d> // store init f3/3 into PMSDR EEPROM
RESTORE freq : rmemf // restore init freq from PMSDR EEPROM
PRINTlcd : plcd <col> <row> <message_text> // print the message text at specified coord on the LCD
QUIT : quit // exit from pmsdr
HELP : help // this help!

INPUT-SEQUENCE-example:
->help,filter 4,f 1611000,f 585000,memf 585000,filter 0,f3 100300000,quit

In order to set PMSDR for 2m reception you need to program downconverter first:
dfilter 1
fd 116000000
In this way 144MHz is downconverted to 28MHz. So the next step is
filter 0
f 28000000
save it!
memf 28000000.

Now let’s go back to WebSDR and let’s write some configuration for PMSDR as well:
#pmsdr per i 2m
band 2m
#alsa devices are: card/dev/subdev
device $hw:0,0,0
samplerate 96000
centerfreq 144320

Some screenshot taken with lab equipment, showing the receiver busy in demodulating a carrier at 144.290 MHz (frequency choosen where the waterfall was clean).

So the work is over. Everything should be fine and you should be able to run the server. I’m still very disappointed that I was unable to use a better soundcard. I did some testing with a PCI M-Audio Audiophile 2496 but I was unable to let it work.