Il telefono….

Squilla il telefono e non sento la chiamata… succede spessissimo. E succede altrettanto spesso che mi scordi di chiamare. Anche questa volta è andata così.

I6JKW era “la radio” per me. Conosciuto nei primi anni in cui sono arrivato in Ancona, era il mio riferimento per quanto riguarda il DX. Più volte lo ero andato a trovare nella sua soffitta in mezzo alle sue antenne, e immancabili sigarette. Da quella radio, modificatissima, usciva di tutto. Soprattutto cose che io, con le mie apparecchiature, non riuscivo a sentire. E lui stava li, un orecchio al CW ed un a te che chiacchieravi, finiva il QSO in CW a velocità proibitive e poi si metteva a raccontare. E di storie ne aveva tante. In mezzo c’era sempre la radio, il CW ed i suoi Vibroplex. Persona curiosa, il primo a sperimentare il TCP/IP in Ancona, con il TNOS, il JNOS e tutti gli ammennicoli che si usano al tempo. Aveva fatto di tutto con la radio, soprattutto aveva vinto un mare di contest, sempre grazie al CW.

Nando… ho ancora due CD da darti. E mi spiace, che non abbiamo fatto in tempo ad installare la Mandrake sul vecchio pc.

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Questa la racconto…

Domenica di caldo… ma caldo torrenziale.

“Domani niente mare. Andiamo a fare un giro in moto”. Bene… partiamo… “ma non i soliti posti, dai qualche cosa di diverso, non troppo lontano, non troppe curve”.

Partiamo per quello che io definisco il “pellegrinaggio”. Un giretto che ho fatto tantissimi anni addietro, assieme ad un amico.

Ancona, autostrada fino a Pesaro (con il termometro della moto che segna anche 36,6 gradi) e poi Tavullia. Arriviamo in centro e parcheggiamo sotto al Fan Club di Valentino Rossi. Con piacere noto che c’è anche un ristorante pizzeria “Da Rossi”. Entriamo un po’ titubanti, immaginando che, come spesso in questi casi, quando c’è il VIP di mezzo, ci siano anche prezzi esorbitanti.

Il locale è carinissimo, pieno di cimeli di VR che fanno gola ad ogni motociclista. I temi sono quelli del giallo e del nero e l’arredamento è moderno. Ci accomodiamo all’esterno, sotto un tendone e diamo uno sguardo al menu: sorpresa… prezzi assolutamente in linea con quelli di casa. Mangiamo con tutta calma (piadina ed instalata) e, mentre stiamo pagando arriva Alessio Salucci (Uccio) che si mette a leggere la Gazzetta.

Noi proseguiamo il viaggio verso Coriano, a trovare un altro mito. E’ passato un anno e mezzo da quanto abbiamo partecipato al primo “Sic Day” organizzato dai 58boys, per rendere omaggi ad un altro pilota che di emozioni ce ne ha date  a badilate: Marco Simoncelli.

Siamo arrivati in paese con un silenzio surreale. Una breve sosta daventi al monumento alla memoria del Sic (molto discreto e davvero bello). Un brivido e poi siamo ripartiti per casa,  con  un altro bagno di caldo e di sudore.

Una giornata di belle emozioni, sulle ruote della passione.

PS: Uccio, non te la prendere se non ti ho chiesto l’autografo o di fare una foto con te. Non è la prima volta che incontro una celebrità e mi sono sempre imposto di “non scassare le palle”, soprattutto quando la persona in oggetto è in un contesto “personale” come può essere il bar del paese. Pertanto per stavolta ti è andata bene. respect! :)

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Xps 1340 – Riparazione

Da qualche anno ormai ho del tutto bandito il mondo desktop dal mio concetto di calcolatore elettronico. Uso solamente un portatile sia per il lavoro, che per lo svago.

Si tratta di un Dell XPS1340 che a dicembre scorso ha subito imprtanti aggiornamenti ed è in grado di traghettarmi tranquillamente almeno fino al 2014. Ovviamente, con il tempo, sono venuti fuori un po’ di acciacchi:

  • il monitor si spegne se tenuto ad alcune angolazioni;
  • la porta USB di sinistra è quasi dissaldata e non funzione;
  • la ventola funziona un po’ troppo spesso.

In un attimo di lucida follia e di minore peso del lavoro decido di mettermi all’opera per cercare di sanare i problemi principali. Pertanto mi scarico il “service manual” dell’apparecchio e procedo con lucida determinazione.

Aprire l’apparecchio non è difficile, escono una manciata di viti. L’accesso alla mobo è un pochino tricky per via del fatto che occorre sfilare tutti i cavi presenti e che alimentano le antenne del Wireless.

A fine operazione:

  • non sono avanzate viti (miracolo).
  • Il video funziona decisamente meglio (anche se dovrei cambiare i flat, sia delle lampade che della vga).
  • La USB ha ripreso certezza meccanica ed elettrica.

Primo step

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Il macello dei cavi

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La fine

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Fargno, ancora!

Una classica dell’estate ormai la mia uscita verso il rifugio del Fargno.

Almeno una volta in inverno ed una volta in estate mi diletto a salire al Fargno, magari in un giorno infrasettimanale.

Anche questo anno la tradizione è stata rinnovata il giorno 18 luglio. Caldo e sole a non finire. Come sempre la salita fino a Fiastra è rapida ed indolore. In poco meno di 1 ora sono già all’attacco della salita per il Fargno. Solo che… quest’anno anche la salita sullo sterrato è stata piuttosto rapida! Complice il mio crescente allenamento sono salito piuttosto svelto, anche in considerazione che ci sono pochissime curve.

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Ecco… sulle curve non riesco ad essere veloce come vorrei. Ma in effetti è meglio così: salgo da solo, se anche solo mi scivola la moto tirarla su è una rottura di scatole (oltre al fatto che si graffierebbe). Se poi mi dovessi fare male potrei avere ancora maggiori problemi. Pertanto, fino a che non trovo un compagno di avventure, scusatemi ma… le curve le faccio piano.

Arrivo al rifugio e lo trovo chiuso (bene…), pertanto, il tempo di bere un po’ e riposare le gambe e riparto. Stavolta scendo direzione Casali. La strada è davvero buona, scende lentamente e non mette mai in particolare apprensione.

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Arrivato a Casali, per andare verso Visso mi perdo velocemente ma… in breve arrivo in paese e dopo un buon gelato sono sulla via per Macereto. Sono anni che non passo da quelle parti e vedere il santuario è sempre una bella esperienza.

Da Macereto scendo poi a Fiordimonte e quindi la solita, nota trafila per arrivare a casa.

Come sempre un ottimo giro… ma la prossima volta voglio proprio vedere dove porta una stradina sulla sinistra….

Inoltre ho visto un percorso niente male che, partendo da Visso conduce (via sterrata) a Castelsantangelo sul Nera tutto di cresta. E’ assolutamente da provare. Penso che sia uno spettacolo!

 

 

 

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CubieBoard A20

Ho resistito anche troppo all’impulso di acquistare una Cubieboard. Tuttavia, appena ho saputo che era stata rilasciata la versione 2 e che la stessa era reperibile sul mercato italiano ho ceduto.

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L’acquisto lo ho perfezionato attraverso il sito robot-italy, che accetta pagamento con bonifico bancario e spedisce la merce immediatamente. In pochi giorni la cubie è arrivata sulla mia scrivania.

Ho avuto la possibilità di metterci le mani seriamente solo nel week-end appena trascorso e, come immaginavo, farla funzionare non è per nulla semplice. Molti dei problemi provengono dal fatto che questa versione 2 utilizza un processorie nuovo, un AllWinner A20 con architettura dual core A7. Per questo processore non funzionano molti dei tools che sono stati sviluppati per la Cubieboard A10. Complice anche il fatto che hanno ristrutturato il sito Cubie e che il mio PC ha notevoli problemi di funzionamento con le SD, il lavoro necessario per il primo boot è stato piuttosto lungo e complesso.

Alla fine, dopo numerosi tentativi, sono riuscito a montare una Debian Wheezy piuttosto customizzata ed in fase di sviluppo, che ho reperito da questo sito. Il sistema funziona. Non mi sembra esagerato nelle prestazioni ma, considerando lo stato “early develop” non mi posso lamentare.

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L’idea è di mettere su questo sistema un server DLNA (installato miniDLNA) e qualche software per il download (installato transmission-daemon ed amule). Non sono certo le mie attività principali queste, ma voglio fare un po’ di esperienza anche in questo settore. Ovviamente nei prossimi giorni proverò anche ad installare una architetturina LAMP e l’immancabile SNMP con MRTG.

Le prime prove che ho fatto con miniDLNA non sono state proprio entusiasmanti. Il televisore non è stato in grado di riprodurre un film, nè sono riuscito a fare una nuova scansione della directory media sul sistema. Vedremo se nelle prossime settimane verrano rilasciate immagini per sistemi operativi con supporto ed ottimizzazione maggiori.

 

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Di nuovo online

Che cosa è successo in questo mese?

Molto semplicemente ho deciso di cambiare la piattaforma del blog. In realtà sono stato spinto a questo passo dal fatto che il mio provider (tophost) ha cessato il supporto per un prodotto che mi è sempre piaciuto moltissimo: topblog. Che devo dire… faceva esattamente quello che volevo e nulla più.

Le leggi di mercato sono tuttavia rigidissime e quindi ho migrato il mio sito sulla piattaforma topweb. Ci sono stati un po’ di inghippi tecnici, ma, alla fine, grazie all’aiuto del personale tophost, tutto si è risolto nel migliore dei modi.

Unico problema che sto riscontrando è nel fatto che ho sbagliato clamorosamente ad effettuare il backup del mio vecchio sito e quindi ho perso tutte le immagini ed i video che lo popolavano.

Poco male, c’era bisogno di una rinfrescata e un poco alla volta rimetterò in piedi tutto il sistema.

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Echi dalla Francia

Finisce oggi il mio breve soggiorno nella terra Francese. Mi sento di dovere tirare qualche conclusione al termine di questa breve, ma intensa esperienza. Cercherò di andare con ordine, ma sarà molto difficile…

Il viaggio da Ancona a Sophia-Antinopolis in moto è stato davvero “challenging”. Non posso dire divertente in quanto c’è gran poco da divertirsi in 730 km di autostrada. Semplicemente arrivi in fondo godendoti quella sottile sensazione di libertà che ti da il viaggiare in moto. Inoltre essendo un invasato del motociclismo, ho piacere anche solo a stare sulla moto spenta, figuriamoci a viaggiare. Lungo la strada incontri gente, fai due parole, e scopri che stai viaggiano con un signore di Madrid, sulla 50ina che viene da Dubrovnik e vuole arrivare il prima possibile a casa. Ha un chopper Kawasaki e lo stretto indispensabile per viaggiare. Facciamo due parole e poi via. Oppure incontri un panciuto signore Brasiliano, di San Paolo, che ha noleggiato un F800GS a Milano per fare un giretto: Milano, Bolzano, Innsbruck, Francoforte e Milano di nuovo. Ma visto che “ho ancora tempo per il volo” eccolo in Francia, a dare una sbirciata alla costa azzurra. Penso che abbia fatto incetta di “tutor” in giro, ma considerando da dove viene, penso che sia un dettaglio.

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Arrivare a Sophia-Antinopolis (SA) è fantastico. Il posto, che in origine era una foresta, ospita alcuni dei centri di ricerca più importanti del paese, ed alcune delle istituzioni più famose di Europa. E’ immerso nel verde, ci sono ovunque alberghi e tutto trasmette una sensazione di estrema calma, di tranquillità. Insomma.. si sta bene.

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Ho avuto la lungimiranza di prenotare un albergo a circa 2 km dal campus, in modo da potermi spostare sempre a piedi. La scelta è stata davvero vincente in quanto in questo modo sono “costretto” a fare un po’ di moto e posso godermi l’arietta frizzante (fredda…) mattutina e serale. Effettivamente qui la maggiore parte della gente si muove in moto (mai viste tante moto…) o in bici. Chiaro che il traffico automoblistico non manca ma sono rimasto colpito dal numero di due ruote.

Il campus è davvero FANTASTICO. Struttura moderna e molto curata (ci sono sempre operai a pulire, sistemare e manutenere la struttura) accoglie studenti da tutto il mondo. Si respira un’aria molto “globale” rispetto alla nostra Univpm.

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Le strutture sono davvero ben pensate e ben realizzate, ma la cosa che colpisce maggiormente è quanto siano rispettate. non ci sono scarabocchi sui banchi, scritte sui muri, pedate sulle pareti, sedie rotte o altre cose tipiche. I bagni sono più puliti che in molti ristoranti italiani e sono a disposizione degli STUDENTI delle aree ricreative con bialiardo, biliardino, forni a microonde e frigoriferi. L’acqua (calda o fredda) è a disposizione di tutti attraverso dei distributori gratuiti disseminati in giro per i corridoi. Per terra non ci sono cartacce, non ci sono mozziconi. Sicuramente anche qui avranno i loro problemi con il “vandalismo” degli studenti ma… cavolo sono rimasto letteralmente allibito da quanto venga dato agli studenti e da quanto questi ne siano responsabili. Pensare che lunedì sarà di nuovo in Univpm mi rattrista molto, non tanto per la qualità della struttura (che ormai ha qualche anno) ma per la frustrazione che deriva dal pensiero che anche NOI potremmo avere tutto questo se solo fossimo maggiormente CIVILI. Ok questo lo vedo come un fallimento, anche mio, che nel mio piccolo, sicuramente, potrei avere maggiore cura di tante cose che mi sono affidate.

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La scuola di dottorato è una esperienza fantastica. Il punto di vista “culturale” è scontato. Si studia molto, si impara tantissimo e ci si confronta con altri modi di approcciare la ricerca o di utilizzare i risultati. La cosa più bella è che si conosce tanta gente con la quale si passano davvero delle ore molto piacevoli. Personalmente mi sono trovato molto a mio agio con i ragazzi presenti. Non me ne vogliano gli italiani se li ho “snobbati” ma per me questa è stata una occasione d’oro per potere esercitare la lingua inglese. Pertanto ne ho approfittato a piene mani.

Non sono mancate le emozioni, l’ultimo giorno. Ci siamo trovati attorno ad una lavagna a giocare con la lingua araba, la cinese e la giapponese. E’ stato davvero emozionante vedere sulla lavagna ideogrammi, scritte in arabo, in carattere latino e parole in inglese. C’è stata una forte empatia e una grande trasmissione di informazioni e di scambio culturale.

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Grazie ragazzi, I hope we’ll keep in touch!

regards!

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Nuovo arrivato…

Eppure me lo ricordo come se fosse ieri… quell’emozione quell’eccitazione… di quando ho ricevuto il TS440S AT. Sarà stato il 1992 forse il 1993 ed ero ancora piuttosto piccolo, non sapevo tecnicamente la differenza tra una AM ed una FM, ma avevo un solo pensiero: stare in radio. E la radio era la 27, la Cibbì… e lo stare in radio era essenzialmente fare la “ruota” stare in frequenza, parlare con gli amici. Non importa mica se poi ci saremmo visti o meno. Era l’essenza della comunicazione, il piacere di comunicare per stare insieme. E l’antenna doveva avere il minimo delle “stazionarie” e il micro era preamplificato e nella banda sopra c’erano gli “alfatango” che facevano i DX.

Ed io presi il Ts440 da un vicino di casa di nonna, Lucio, che ancora lo ringrazio per quella cosa. Ed il 440 arriva a casa, mentre sono da nonna, con i suoi cartoni chiusi con lo spago ed il manuale in 4 lingue. E tutti quei tasti che vai a capire cosa fossero… Ricordo che il TS440 lo conoscevo a memoria solo per quanto avevo letto il catalogo della Kenwood. Eppure passai tutta la notte insonne, a leggere il manuale di istruzioni. E la mattina alle 5 ero già li davanti, 440 acceso e alimentatore da 5 ampere, che già è tanto se la teneva accesa la radio. E passati tutto il giorno e la notte successive ad ascoltare le onde corte, le onde medie, i 10 metri e la “555″ che sentivo cose che con gli altri non si sentivano.

E accanto al 440 sul catalogo ce ne stavano altri due: il 711 ed il 811. Me lo ricordo bene, erano tutti allineati, con lo speaker e l’alimentatore di linea. Coordinati come un completo da matrimonio, immacolati e dotati di microfono. E oggi la stessa emozione. Entra in casa il TS711 che va a fare linea con il 440 ed ha lo stesso carattere del TS440, ha lo stesso colore dello S-Meter e le stesse vibrazioni. Ed il micro è lo stesso MC60 di sempre. Ed io sono lo stesso di sempre. Il solito bambino, che gioca con le radio… ma ci capisce qualche cosa in più…

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Ktm 1190… first look!

Ieri sono andato al concessionario per ritirare Nab, dopo aver fatto installare il nuovo  pistoncino della frizione. Non che fosse rotto o altro, ma ho preferito anticipare quello che sembra essere un problema ricorrente del 990. Per inciso ho montato un prodotto preso da un urente del forum lc8.org, il quale ha una certa manualità con il tornio.

Arrivo dal concessionario e chi ti vedo sulla porta? Il nuovo kappone, con tanto di targa… entro e chiedo di potere fare una prova su strada. Dopo il disbrigo delle solite formalità, parto, ed un mini-corso su come si imposta la centralina,parto. Riding mode “street”, scaldo il motore ed affronto le prime curve. Poi un rettilineo e inizio a dare gas, con la lucetta del cambio marcia che lampeggia. Continuo il giretto in campagna e provo anche i riding modes spot e offroad. Concludo con un poco di traffico cittadino, perchè anche quello fa  parte del gioco. Dopo 22 minuti riporto la moto sana e salva.

Considerazioni del tutto  personali.

Mi ha dato l’impressione che abbiano preo un 990 e lo abbiano messo in collegio dalle suore. Durante la permanenza con le pie donne, il Kappa ha preso qualche kilo, aumentato potenza e guadagnato molte buone maniere. La moto spinge, ha una progressione davvero mostruosa (pur essendo in rodaggio) ma rimane sempre molto gestibile. Non scoda, non stacca la ruota davanti da terra, prende semplicemente velocità come se fosse elettrica. In un attimo ti trovi a 150 e non sai nemmeno come hai fatto. Una moto facile insomma, molto meno scorbutica del 990, con un motore elastico, che accetta di viaggiare in 4 a pochissimi km/h, senza puntare o pistonare come un pazzo. Il cruscotto e pieno di gadget, ci sono informazioni anche su quanti moscerini sono sul faro, il cambio di riding mode e semplicissimo da fare, anche in marcia.

Insomma e una gran bella moto, molto agile sulle curve (anche se a me l’avantreno mi e sembrato un poco pesante), e con un impianto frenante poco modulabile (ma la moto era in rodaggio).

La comprerei? Mah… non so. Sinceramente a bordo mi sono sentito.come sul Gs800, fantastico tutto ma poche emozioni. Una moto un poco asettica, perfettina. Risalito sul 990  ho subito sentito la “scossa” che questa moto mi da ogni volta, con il suo rumore pieno e la ruota dietro che scivola e i freni che devi sapere come vanno usati. In fondo sono proprio quei piccoli difetti che ci fanno guardare le modelle, ma corteggiare le impiegate! Morale della favola… il mio 990 me lo tengo bello stretto e bello sporco, non me ne voglia mamma KTM… a me piace l’imperfezione!

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Gomme nuove… ai piedi!

Dopo 3 anni e tanti km percorsi (anche se ultimamente ho battuto un po’ la fiacca…) ho finalmente cambiato le scarpe da running. L’occasione (oltre allo stipendio) me la ha data Solaris Sport, sul sito del quale ho visto in vendita il nuovo modello della mie Saucony Triumph 7. Saucony in questi anni non è stata certo a guardare e è arrivata alla release 10 delle sue scarpe, sempre costosissime e sempre fantastiche.

Facendo un giro dentro il negozio di Civitanova, un gentilissimo commesso (Marco), mi ha invitato a provare una scarpa di una marca diversa che, sinceramente, non ho mai sentito.  Si tratta di una Broooks. Ohibò… la provo con un certo scetticismo e mi accorgo già muovendo i primi passi, che queste scarpe offrono un sostegno migliore al mio tallone sinistro. Sono leggermente più pesanti delle Triumph 10, ma sono realizzate altrettanto bene… Costano anche 30 euro in meno, che, di questi tempi, non sono pochi. Le provo, le riprovo, metto le triumph, rimetto le brooks… alla fine carico le Brooks e le porto a casa.

Il tempo di mettere i pantaloncini e sono in spiaggia a correre. Ottime impressioni dai primi 6 km. Sono più pesanti, si sente, ma le trovo eccezionalmente confortevoli al piede e sostenute quel tanto che basta a darmi un ottima stabilità al tallone sinistro (quello che prona). Molto morbide in fase di appoggio, non rimbalzano in rilascio e sono davvero poco affaticanti.

Dimenticavo il modello: sono Glycerin 10 e tutte le informazioni le trovate qui.

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Happy Running!!!

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