Quarantena e rete

Causa COVID-19, abbiamo tutta Italia con l’obbligo di soggiorno domiciliare. Cosa fare a casa durante questa quarantena che (ad oggi) non sappiamo quanto durerà? Andiamo in rete!
Whatsapp, Skype e Teams consentono di mantenere il contatto con famigliari, datori di lavoro e studenti, ma non funzionano per magia. Serve la rete internet. E la rete internet non cresce dall’oggi al domani: dove passano 10Gbps non riusciamo in 24 ore a farcene stare 100Gbps.

Il traffico di rete è cresciuto enormemente in questi ultimi giorni, tanto da fare grattare la testa ad alcune persone che si occupano di analisi del traffico. La rete reggerà? Speriamo.
Intanto stasera (17 marzo) non siamo riusciti a fare una videochiamata Whatsapp con i parenti: video a scatti e audio compromesso.

Traffico del providerr
Traffico del provider 2.

Da questi grafici si vede come a partire dal 10 marzo il grafico della rete si allarghi molto, vanificando in parte la alternanza giorno notte, con un picco giornaliero molto più alto di prima. Gli utenti sono a casa, qualcuno lavora, qualcuno si intrattiene in rete.

MIX

Traffico del MIX di MIlano. Impressionante la crescita del traffico negli ultimi giorni, abbiamo toccato 1.1Tbps aggregato. Un sacco di roba. Troppa roba.

NAMEX

Questo è il traffico aggregato di NAMEX, anche qui da 100Gbps siamo arrivati a oltre 150Gbps, con un incremento di oltre il 50%.

Bologna Morassutti – Cineca
Bologna Morassutti – Cineca

Perchè CINECA? Perchè su CINECA sono hostati i server che offrono il servizio di teledidattica, ovvero su questi server sono ospitate sia le dispense che le videolezioni. Non sono sicurissimo di avere “beccato” il link giusto ma, a giudicare dalla direzione del traffico, direi che ci siamo.

Andrà tutto bene, spero. E forse ci renderemo conto che le telecomunicazioni, la rete ed i servizi che fruiamo ogni giorno non sono “kind of magic”, ma sono il risultato di lavoro e pianificazione di esperti che troppo spesso lavorano “dietro le quinte”.

BME-280…. ti voglio bene. (poco)

Siamo in quarantena, in isolamento da tutto e tutti, fortuna che il tempo ci assiste. Un po’ di sole, un po’ di caldo. Nottate fresche. Non faccio mistero della passione per la mia stazione meteo. Ecco, improvvisamente la stazione meteo si è ammutolita: segna sempre -141.61 gradi centigradi ed anche la misura dell’umidità sembra essere affetta da qualche problema. Ho provato a resettare la stazione ma senza alcun effetto. Cosa sarà mai successo? Ipotizzo che l’ennesimo sensore di temperatura è andato.

I ricambi sono in ufficio, fortuna che tra qualche giorno devo andare su, per altri motivi. Approfitterò per portare a casa qualche BME-280. Intanto approfitto per fare lo sbroglio della stazione meteo versione 2.0 che… udite udite non userà un BME-280 come sensore esterno: penso che userò un DHT-22 all’esterno e il BMW-280 all’interno, solo per la misura della pressione.

Energy Meter

Finalmente, dopo solo 5 anni, sono riuscito a (quasi) finire il progetto dell’energy meter. Detta in poche parole, si tratta di un misuratore di energia Pzem-001 di provenienza Aliexpress (12 euro), collegato ad un ESP8266. Il microcontrollore, ogni 30 secondi circa, legge il valore di potenza, tenssione, corrente ed energia e li inserisce in un database.
Visto che c’era spazio, ho anche installato un sensore di tensione ed una sonda di umità e temperatura (DHT-22), in modo da rendere l’acquisizione dati il più completa possibile.Il sistema è alimentato con una batteria tampone, in modo da potere inviare allarmi in caso di mancanza dell’energia elettrica.

Allo stato attuale mancano una decina di saldature per finire tutto il lavoro, ma conto di finire quanto prima. I dati nel database sono poi processati da una serie di script PHP per generare grafici ed analizzare il consumo di energia elettrica nel tempo. Con questo “semplice” sistema mi sono reso conto che:
– l’investimento nei 5kW è stato necessario, spesso e volentieri “buchiamo” i 4kW di assorbimento, per periodi ben maggiori dei 3 minuti;
– la linea “contatore-quadro” è molto lunga e realizzata con cavi di sezione non adeguata. Questo comporta il fatto che quando l’assorbimento di corrente sale, la tensione scende (maledetto Ohm), fino a tensioni molto basse (sotto i 200V).
– l’andamento della tensione a parità di carico è interessante: il massimo di tensione è nelle ore diurne, quando la produzione dal solare è massima.

Progetti per il futuro:
– finire le 2o saldature che mi consentiranno di leggere la presenza di tensione in uscita dai sezionatori;
– implementare un po’ di “intelligenza” che invii allarmi in caso di mancanza di energia elettrica;
– implementare qualche algoritmo che sia in grado di capire se qualche cosa non va, ad esempio se abbiamo scordato il ferro da stiro o il forno acceso;
– implementare un allarme in caso di superamento di alcune soglie di assorbimento (sonoro, con un buzzer o su una APP).

GNS3 wow!!!

Primi passi con GNS3. Oggi volevo provare multilink ppp in ambiente CISCO ma Packet Tracer non supporta questa feature. Pertanto mi sono deciso a caricare qualche immagine su GNS3 ed a fare l’esercizio su questa piattaforma.

GNS3 – multilink PPP

Fantastico!!! Le prestazioni sono dignitose (non siamo ai livelli di eNSP ma, perfettamente usabile). Avere a disposizione una immagine reale di un router è un passo avanti notevole per lo studio: il simulatore è spesso “castrato” ed i comandi non sono sempre tutti a disposizione.
Pertanto ben venuto GNS3!
PS: mi sono fatto prendere la mano, ho configurato anche EIGRP ed un tunnel GRE!

Le macchinine

Uno dei miei giochi preferiti quando ero bambino, erano le macchinine. Ho dei bellissimi ricordi legati a questi giocattoli. Abitavamo in Toscana e, a dispetto del clima, avevamo la moquette in tutte le stanze. Questo aveva dei notevoli vantaggi per un bambino: si può stare in ginocchio per terra senza giocarsi le articolazioni (sia in estate che in inverno), i giochi producono poco rumore e le macchinine hanno un ottimo grip. Altro ricordo è legato alla “Wacky Race”, ovvero fare finta di avere le auto protagoniste della corsa ed immaginare le acrobazie del “diabolico coupe” o di “Penelope Pitstop”.

Ma che fine hanno fatto la “macchinine”? Tempo fa ho riesumato la mia scatola delle macchine, un contenitore di legno che contiene modellini che vanno dagli anni ’70 agli anni ’90.

Le marche principali sono Majorette, Matchbox, Baravelli e Lesney. Che fine hanno fatto queste ditte? Wikipedia è di aiuto:
Majorette: ha chiuso nel 2002, dopo avere delocalizzato la produzione in Thailandia ed avere abbandonato il metallo per la plastica. Qualche informazione si trova qui.
Matchbox: attualmente di proprietà della Mattel. Ha avuto forti difficoltà negli anni ’90, dopo avere portato la produzione in Cina, ed abbassato la qualità
Lesney: chiude battenti nel 1982, dopo una lunga ed onorata carriera.
Baravelli: non ho trovato informazioni su questa ditta. Mi riprometto di cercare meglio.

Ferrari GTO – Majorette Made in France
Dumper rigido Lesney del 1978
Locomotore Matchbox – 1979
Lancia Stratos – Baravelli
Cisterna Lesney – 1973

Vero, sono in metallo. Odorano di metallo, sono costose da produrre e probabilmente non rispettano gli standard di sicurezza (io ci ho giocato e sto scrivendo…). Ma sono ancora funzionanti (perfettamente) dopo almeno 10 anni di “sevizie” e 46 anni dalla produzione. A volte la qualità paga, vallo a fare capire ai mercati!

Scuola guida

Qualche giorno fa, stavo guardando il radar FR24, del quale sono contributor. Mi ha colpito molto la presenza di un Airbus A320 che ha fatto una serie molto lunga di procedure “touch-and-go” presso il nostro aeroporto. Si è sempre messo in cosa al traffico commerciale e locale ed ha continuato a lungo, per poi riprendere la strada di Ginevra.
Si tratta di una “scuola guida” per piloti o di un test sull’aeromobile?

Ancora maltempo

Sono sempre più incuriosito e affascinato dalle condizioni meteo che ogni tanto si verificano in zona. Per il giorno 2 ottobre era stata ampiamente prevista una ondata di fresco, con calo della temperatura a 850hpa di circa 10 gradi.

Interessante notare cosa è successo al suolo, così come rilevato dalla mia stazione meteo. Vediamo qualche dato estratto dal databse, che riporta:
data ed orario (locali), temperatura, umidità, pressione, dewpoint

2019-10-02 13:16:14 | 28.39 | 41.88 | 986.71 | 14.2
2019-10-02 13:26:36 | 26.73 | 46.07 | 986.87 | 14.18
2019-10-02 13:36:59 | 26.26 | 46.73 | 986.71 | 13.97
2019-10-02 13:46:25 | 25.64 | 59.13 | 986.46 | 17.07
2019-10-02 13:56:48 | 21.7 | 64.08 | 988.06 | 14.61
2019-10-02 14:06:43 | 16.75 | 86.08 | 987.18 | 14.41
2019-10-02 14:16:38 | 16.01 | 90.71 | 987.11 | 14.49
2019-10-02 14:26:33 | 15.63 | 91 | 987.38 | 14.16

In pratica, in 70 minuti abbiamo perso 13 gradi di temperatura. Un bel fresco!

Altra esperienza col volatile!

Non mi sono mai interessato molto al traffico satellitare. Vuoi per mancanza di spazio per le antenne, vuoi perché non si può fare tutto nella vita.
Recentemente mi sono nuovamente fatto incuriosire dalla ISS, per creare delle registrazioni da mostrare agli studenti del corso di “sistemi di telecomunicazione”.
L’idea è quella di mostrare loro gli effetti del rumore e le caratteristiche di un canale satellitare e di cogliere occasione per parlare di LEO, MEO e GEO.

Obbiettivo dell’esperimento: cercare di registrare un segnale audio decente dai passaggi della ISS, utilizzando il ricevitore SDR (Airspy Mini) che ho installato presso il mio ufficio e collegato ad una antenna Diskona della Hoxin (presa su ebay a circa 60 euro). Qualche problemino è emerso:
– ogni tanto la rete di casa faceva perdere qualche pacchetto di troppo;
– il segnale audio della ISS in modalità SSTV è piuttosto bassino;
– sono un cialtrone ad usare MMSSTV;
– ho avuto troppe difficoltà a salvare i dati in “banda base”, perdo frame. Questa cosa è da approfondire!

Malgrado tutti i limiti, anche quelli ambientali (fare acquisizioni con un lattante in braccio non è proprio agevole), qualche cosa nel paniere c’è rimasto. Tre immagini, piuttosto noisy e anche un po’ fuori sincronia. Per essere una “prima volta” best-effort, sono soddisfatto.

Maltempo!

La notizia è sui giornali e sui telegiornali nazionali: siamo stati colpiti da una feroce ondata di maltempo che, localmente, ha creato non pochi danni.
La stazione meteo ha registrato dei dati interessanti, che sono riassunti da questo grafico.

Stazione meteo di casa

Il buco è dovuto al maltempo di mercoledi 10 luglio, che ha mandato in tilt il sensore di temperatura ed umidità. I dati interessanti sono relativi al crollo della temperatura il giorno 9 (martedi pomeriggio) quando, a dispetto delle previsioni, si sono “scatenati gli elementi. Il vento ha raggiunto picchi molto elevati, anche se la mia stazione è piuttosto “protetta”.

Stazione meteo casa.

Passata la “bufera” le temperature sono rimaste “basse” per tutta la giornata di mercoledi 10 (si sono alternate piogge di modesta e bassa intensità), che hanno avuto il minimo la mattina del giorno 11 alle ore 5.20: 16.2 gradi.

La stazione installata presso l’università mostra un andamento simile. Il primo grafico è su 7 giorni e consente di apprezzare anche il caldo torrido che ci ha interessato fino a lunedi 8. Il secondo grafico è su base due giorni e mostra chiaramente il crollo delle temperature.

Università, 7 giorni.
Università: due giorni.

A noi è andata molto bene, ce la siamo cavata con qualche fiore spezzato e un po’ di apprensione per gli oggetti in giardino. Considerando quello che si vede in TV siamo stati “graziati”.

Arriva la tempesta!